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Sessione plenaria dal 16 al 19 gennaio 2012

Coesione economica: campanello d'allarme sull'accordo intergovernativo

 
 
Il documento sostiene che i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo devono essere inclusi in tutti gli aspetti della futura governance economica. ©BELGA_DPA_J.STRATENSCHULTE   Il documento sostiene che i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo devono essere inclusi in tutti gli aspetti della futura governance economica. ©BELGA_DPA_J.STRATENSCHULTE

Il Parlamento mercoledì ha di nuovo suonato l'allarme per le possibili insidie contenute nell'accordo intergovernativo in corso di negoziazione per una maggiore coesione economica. La risoluzione approvata esprime forti dubbi sulla necessità di un tale accordo. I deputati inoltre chiedono che la responsabilità democratica sia rafforzata e affermano che l'accordo dovrebbe mirare a aumentare la crescita, non soltanto a rafforzare l'austerità.


Intervenendo prima della votazione, i portavoce di gruppi politici si sono detti generalmente d'accordo che, pur per ragioni differenti, il previsto accordo internazionale non è necessario ma addirittura pericoloso.


Elmar Brok (PPE, DE) ha detto: "Quest'accordo non sarebbe stata la nostra prima scelta per affrontare la questione. Dobbiamo evitare di dividere l'Unione e garantire i diritti di tutte le istituzioni europee".


Roberto Gualtieri (S&D, IT) ha detto: "Gli strumenti dei trattati ci consentivano di evitare il sistema intergovernativo. E' paradossale che con l'inchiostro sul six pack non ancora asciutto, alcuni Stati membri vogliano già emendarlo con il sistema intergovernativo.


Guy Verhofstadt (ALDE, BE) ha detto: "L'accordo intergovernativo è un esercizio molto pericoloso. Dobbiamo limitare al minimo la sua applicazione: la regola d'oro. (...) Entro 5 anni al massimo, il testo deve essere incorporato nel diritto comunitario".


Daniel Cohn-Bendit (Verdi/ALE, FR) ha detto: "Questo accordo internazionale è completamente inutile, non ne sentiamo la necessità. Perfino i mercati non sono convinti dal testo perché chiedono una politica economica coerente. Non è questa la risposta alla crisi".


Martin Callanan (ECR, UK) ha detto: "Quest'accordo non farà nulla per risolvere i problemi immediati. Ha invece spostato attenzione e risorse lontano dalle vere soluzioni alla crisi. I debiti di molti Stati membri non sono sostenibili e necessitano riforme sostanziali e una conseguente svalutazione".


Soren Bo Sondergaard (GUE/NGL) detto: "Non otterremo stabilità per l'Euro con quest'accordo e l'austerità non porterà crescita. Il testo rafforza inoltre l'integrazione europea senza chiedere il parere ai cittadini: non possiamo sostenerlo.


Nigel Farrage (EFD, UK) ha detto: "L'austerità non funzionerà. State portando i paesi verso la depressione solo per salvare il progetto Euro. I paesi del sud, in particolare, hanno bisogno di uscire dall'Euro e svalutare".


Un nuovo trattato con pochi risultati... 


La risoluzione solleva dubbi sulla necessità di un tale accordo intergovernativo, poiché il suo obiettivo chiave potrebbe essere raggiunto meglio e in maniera più' efficace attraverso il normale sistema legislativo dell'UE. Inoltre, la risoluzione sostiene che solo attraverso il collaudato e normale sistema UE può essere raggiunta una vera Unione economica e fiscale.


...e molti pericoli


La risoluzione sottolinea inoltre i potenziali problemi che il nuovo accordo, nella sua forma attuale, potrebbe creare tra cui l'insufficiente responsabilità democratica. Il documento sostiene quindi che i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo devono essere inclusi in tutti gli aspetti della futura governance economica.


Un accordo intergovernativo rischia di fissare in maniera permanente un'UE a "due velocità". Per prevenire ciò, la risoluzione afferma che la sostanza di un accordo del genere dovrebbe essere assimilata all'interno della normale legge UE entro 5 anni.


Infine, la risoluzione mette in guardia contro un approccio sbilanciato nel modo di affrontare la crisi che mette troppa enfasi sull'austerità. L'accordo dovrebbe inoltre includere l'impegno, da parte degli Stati membri, in favore di un fondo di ammortamento, di obbligazioni collegate a progetti ("project bonds"), di un'imposta sulle transazioni finanziarie e di una tabella di marcia per gli eurobond.


Procedura: non legislativa, risoluzione comune dei gruppi politici.