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Le "Big 3" sono le agenzie americane Standard and Poor's, Moody's Investor Services e Fitch Ratings. ©BELGA_DPA_O. Berg A seguito dell'ennesimo declassamento da parte delle agenzie di rating, i deputati e gli esperti hanno deciso di ridurre l'impatto delle agenzie, migliorare la trasparenza e discutere la proposta del principio di rotazione (le imprese dovranno cambiare le agenzie di rating ciclicamente), durante la commissione per gli Affari economici e monetari presieduta martedì dal deputato di centro destra spagnolo Pablo Zalba Bidegain.
La Commissione europea ha proposto un sistema di rotazione che obbligherà le compagnie a cambiare ciclicamente le agenzie di rating. Le cosiddette americane "Big 3" - Standard and Poor's, Moody's Investor Services e Fitch Ratings - occupano circa il 95% del mercato. I deputati e gli esperti si confronteranno per trovare una soluzione al monopolio di queste agenzie e diversificare il mercato.
Una soluzione controproducente?
Il deputato di centro destra francese Jean-Paul Gauzès ha sottolineato che questo tipo di misure "non aumenteranno la competizione".
Susan Launi, esperta in mercati europei per Fitch Ratings, condivide la visione del deputato francese: le misure di rotazione produrranno "meno competizione, meno trasparenza e più potere per le agenzie di rating".
"Per rispondere alla domanda di misure di rotazione, i clienti utilizzeranno probabilmente due agenzie alla volta" ha sottolineato Susan Launi.
Timing
Il deputato liberale tedesco Wolf Klinz ha osservato che le agenzie pubblicano i proprio risultati in momenti poco opportuni. "I dati sono resi pubblici dalle agenzie una settimana prima dei meeting" ha aggiunto. "Siamo coscienti che la situazione è grave e, oltre a questo, arrivano i declassamenti delle agenzie".
Un declassamento o un giudizio negativo potrebbero avere delle conseguenze dal punto di vista politico come "l'obbligo di nuove regolamentazioni che spingano le agenzie di rating a pubblicare informazioni che piacciano al pubblico", ha avvisato il deputato ceco Ivo Strejček (ECR).
Le agenzie stanno agendo "quasi come dei regolatori" capaci di condizionare il mercato e "trarne profitto", ha dichiarato il deputato portoghese Miguel Portas (GUE/NGL). Thierry Philipponnat, segretario generale di Finance Watch, concorda con l'analisi del deputato portoghese.
Il relatore italiano di centro sinistra Leonardo Domenici ha indicato che il Parlamento dovrebbe concentrarsi sul debito sovrano, rilanciando la competizione e, in un futuro, creare un'autorità incaricata di regolare l'attività delle agenzie di rating.
Il rapporto verrà discusso il 28 febbraio.
Le agenzie di rating sul credito sono società che si occupano di valutare se uno stato, un'azienda o una città è capace di generare le risorse necessarie per pagare i propri debiti. Il rating viene espresso in lettere (da AAA fino a C). I risultati di queste analisi hanno un impatto diretto sugli interessi dei prestiti, sul mercato internazionale e sull'economia di un paese.