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The EU's trade deficit with China tripled in just 10 years. How do we rebalance? As a first step, Members want to establish a monitoring board to find out to...(read more) Facebook
Some Parliament members are suggesting that European politicians should show Euro 2012 in Ukraine the red card in protest over the treatment of opposition...(read more) Facebook
Strong - but not invulnerable. Despite an impressive 4 metres and 600kg, the blue fin tuna is an endangered species. And why? Overfishing and illegal catches....(read more) Facebook I dittatori non potranno più nascondere il proprio denaro nelle banche europee. Questo è il messaggio dei deputati europei che hanno adottato una risoluzione per domandare agli Stati membri di smettere di accettare le fortune dei leader dei regimi dittatoriali.
Come è possibile condannare le dittature accettando i soldi sporchi nelle proprie banche? Gli europarlamentari hanno fatto notare l'attuale incoerenza e sono preoccupati per la credibilità dell'Unione europea. I valori democratici su cui si basa l'Unione vengono promossi anche all'esterno dei propri confini ed è necessario che gli Stati membri siano i primi a rispettarli.
Il deputato Graham Watson, all'origine della proposta, pensa sia giunto il momento di mettere fine a questo paradosso. "Il rapporto punta a tracciare una solida coerenza tra le misure restrittive e le politiche già in vigore".
Il liberale inglese indica che molti dittatori utilizzano l'Unione europea come un luogo sicuro in cui investire i propri soldi, un luogo in cui acquistare immobili e in cui passare le vacanze. "Al momento gli permettiamo di utilizzare i soldi, acquisiti in maniera poco discutibile, nelle nostre banche: così facendo gli offriamo un incentivo per continuare le loro attività di corruzione e sfruttamento delle loro risorse e dei loro popoli".
Il rapporto, adottato martedì, prevede criteri chiari. Il Consiglio dovrebbe determinare dei parametri precisi su quando e come verranno applicare le misure restrittive. I verdetti della Corte penale internazionale dovrebbero essere presi in considerazione.
Solamente le persone responsabili dovrebbero essere sanzionate e bisognerà valutare attentamente l'impatto sulla popolazione civile.
Gli Stati membri devono evitare la logica dei "due pesi, due misure" applicando le sanzioni esistenti con rigore, evitando favoritismi e ogni riflessione di stampo politico o economico. I leader sanzionati e non dovrebbero più investire o possedere alcun bene all'interno dell'Unione europea. Per facilitare questa operazione gli Stati membri dovrebbero stilare una lista delle persone sanzionate e dei loro beni all'interno dei confini europei.
Alle istituzioni accademiche, le associazioni sportive e le organizzazioni caritative sarà vietato accettare delle somme di denaro dai leader sanzionati. Mentre l'Unione europea e gli Stati membri dovranno impedire fermamente alle persone sanzionate di viaggiare in Europa.
Gli Stati membri dovranno investigare se necessario sulle persone in Europa coinvolte negli affari dei leader sanzionati.
I beni confiscati dovrebbero essere rimpatriati il più presto possibile ai rispettivi paesi e a beneficio della popolazione.
In Egitto, l'ex dittatore Hosni Mubarak possiede un patrimonio personale stimato in 70 miliardi di dollari, investito principalmente nell'UE e negli Stati Uniti.
Secondo le stime, la famiglia del defunto dittatore libico Muammar Gheddafi detiene beni per il valore di miliardi in tutta l'UE, principalmente costituiti da proprietà private nel Regno Unito.
Il Presidente del Sudan, Omar al-Bashir, è sospettato di essere detentore d'ingenti depositi presso le banche britanniche.
Nella primavera del 2011, il rettore della London School of Economics ha rassegnato le dimissioni in seguito alle rivelazioni sul coinvolgimento dell'Istituto in un affare dal valore di 2,2 milioni di sterline per la formazione di funzionari libici.