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Bisogna promuovere l'educazione dei consumatori

Consumatori 09-02-2012 - 18:33
 
 
Il relatore Rober Rochefort.   Il relatore Rober Rochefort.

Con un budget di 197 milioni di euro, l'Unione europea intende trovare un nuovo ruolo per i consumatori. Lunedì 6 febbraio la Commissione europea ha presentato ai deputati della commissione per la Protezione dei consumatori il programma d'azione 2014-2020. L'obiettivo: creare un sistema di risoluzione delle liti on line e promuovere l'educazione dei consumatori. Abbiamo intervistato il relatore francese Robert Rochefort (Liberali e democratici).


Quali sono le sfide riguardanti la politica dei consumatori negli anni 2014-2020?


Robert Rochefort -  Una delle sfide riguarda la crisi, che ha generato un maggior numero di consumatori  vulnerabili (poveri e persone anziane). Un'altra sfida è legata all'invecchiamento demografico e anche il mercato unico elettronico, che è stato affrontato in altri progetti come il programma "Consumatori". Bisogna inoltre considerare la mondializzazione e la necessità di rinforzare la protezione dei consumatori rispetto ai prodotti che vengono dai paesi del Terzo mondo. Bisogna fare attenzione alla qualità e al rispetto delle norme.



Chi sono i principali beneficiari dei nuovi strumenti di educazione e sensibilizzazione alla consumazione?



RR - Abbiamo l'abitudine di sensibilizzare in primo luogo i consumatori, ma bisogna coinvolgere anche le aziende (in particolare le piccole e le medie imprese) che alle volte non rispettano i diritti del consumatore. Spesso senza volerlo. In questo programma la Commissione privilegia i giovani e penso che questo tipo di educazione debba essere fatta durante tutta la vita. Se analizziamo lo sviluppo dell'"e-shop", sono soprattutto le persone più anziane che hanno bisogno di essere informate.

Pensa già a delle proposte per migliorare il testo della Commissione?



RR - Vorrei aggiungere qualcosa che non sembra prioritario nel programma della Commissione: i siti internet che permettono di comparare i prezzi e la qualità. E poi mancano dei programmi che proteggano i consumatori più vulnerabili. Mi spiace molto e bisogna cambiare le cose in questa direzione. Anche l'invecchiamento della popolazione demografica non è stato affrontato.


Qual è il futuro della risoluzione alternativo dei conflitti e dei ricorsi collettivi nell'Unione europea?



RR - Il programma "Consumatori" include la risoluzione alternativa delle controversie, attivato online (ODR) ma non i modelli alternativi di regolamento delle controversie (ADR). Capisco che la Commissione dia la precedenza all'ODR, ma non bisogna dimenticare l'ADR. Sono favorevole ai ricorsi collettivi, anche se sono anni che siamo favorevoli e nulla è mai stato fatto. In Europa bisogna inventare dei ricorsi collettivi che non siano come quelli americani, che arricchiscono solamente gli avvocati.

RIF. : 20120203STO37181