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Photo of the day: flags in front of the Parliament building in Strasbourg. Facebook James Moran è stato nominato a capo della delegazione dell'Unione europea in Egitto nel dicembre 2011. Lunedì scorso ha incontrato i deputati europei della commissione per gli Affari esteri per fare il punto sulla situazione nel paese. Un anno fa, il presidente Mubarak lasciava la sua carica a seguito della Primavera araba. Da allora, la camera dei deputati è stata eletta, ma c'è ancora molto lavoro da fare. Che ruolo può svolgere l'UE? Intervista.
Secondo James Moran la situazione attuale in Egitto è "complessa, in costante evoluzione, ma tutte le promesse sono state mantenute". "Le recenti elezioni sono state le migliori rispetto a tutte quelle del passato in Egitto. L'Unione europea e la comunità internazionale non erano sul posto. Nonostante ciò tutto è avvenuto nei migliori dei modi e i risultati sono stati assolutamente credibili. Non tutti sono stati d'accordo, ma questa è il principio della democrazia". L'obiettivo di oggi è quello di "collaborare con tutti gli attori" della politica egiziana.
James Moran ha inoltre mostrato alcune preoccupazioni sul rispetto dei diritti del'uomo, il ruolo dell'esercito e la situazione economica e sociale del paese.
Ci vuole pazienza
I cambiamenti provocati dalle manifestazioni dell'anno scorso hanno suscitato "molte speranze e frustrazioni", in Egitto come all'interno della comunità internazionale. "Una transizione come questa ha bisogno di tempo. Bisogna girare una pagina politica durata 60 anni, di un modo di governare ben diverso da quello a cui gli egiziani aspirano oggi. Bisogna essere pazienti perché le cose stanno cambiando".
La pazienza è infatti la qualità principale che deve dimostrare l'Unione europea. "Non sappiamo ancora con chi collaboreremo sul lungo termine, e non lo sapremo prima di qualche mese" ha sottolineato ricordando che le date per le elezioni del Senato e del Presidente non sono ancora state fissate.
Una strategia su tre pilastri
La futura strategia dell'Unione europea rispetto all'Egitto è chiara. "L'UE è il primo partner commerciale dell'Egitto e il più grande fornitore di aiuti esterni. Abbiamo tutti gli interessi a lavorare e sostenere la stabilità e le democrazia del paese".
La strategia, elaborata insieme alla Commissione europee e all'Alto rappresentante dell'Unione europea Catherine Ashton, si declina in tre pilastri: aiuti finanziari, grande mobilità e accesso al mercato unico europeo.
Oggi James Moran vuole "recarsi sul posto" per rendersi conto di cosa sta succedendo. La costruzione democratica ha bisogno di tempo.