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Russia: il PE richiede delle elezioni presidenziali libere

Relazioni esterne 20-02-2012 - 16:08
 
 
Proteste a Mosca, il 24 dicembre 2011. ©BELGAAFP/ Y.Kadobnov   Proteste a Mosca, il 24 dicembre 2011. ©BELGAAFP/ Y.Kadobnov

Le recenti elezioni parlamentari in Russia sono state segnate dalle accuse di frodi elettorali e irregolarità. Le proteste non sono mancate e il Parlamento europeo è preoccupato per il corretto svolgimento delle prossime elezioni presidenziali. Il PE ha infatti adottato una risoluzione il 16 febbraio per domandare delle riforme che rinforzino la democrazia e permettano delle elezioni libere e giuste.


Le elezioni presidenziali avranno luogo in Russia il 4 marzo. L'ex presidente Vladimir Putin, in carica come primo ministro negli ultimi due mandati, è il grande favorito secondo i sondaggi. Solo altri quattro candidati si sono presentati alle elezioni a causa del numero di firme necessarie per registrarsi: i candidati indipendenti dovevano infatti raccogliere almeno 2 milioni di firme per poter partecipare. Uno dei leader dell'opposizione, Grigory Yavlinsky, non ha potuto iscriversi perché un quarto delle firme sono state dichiarate "non valide" dall'amministrazione elettorale.


L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha già inviato una missione di osservazione elettorale per le elezioni della Duma di Stato (camera bassa) il 4 dicembre 2011. Tale missione aveva osservato la mancanza di indipendenza dell'amministrazione elettorale, la violazione delle procedure, la parzialità della stampa e l'interferenza dello stato durante la campagna elettorale. A seguito delle elezioni è stato richiesto il loro annullamento e le proteste continuano ancora.


Considerando l'accaduto, il Parlamento europeo richiede alle autorità russe delle riforme per facilitare l'iscrizione dei partiti politici e dei candidati. Il Parlamento esprime anche la propria preoccupazione per le limitazioni imposte ai partiti dell'opposizione ostacolando la competizione e il pluralismo in Russia. E richiede ancora di osservare da vicino lo svolgimento delle elezioni attraverso delle inchieste sulle eventuali irregolarità.


Memorial, diritti gay e il caso Magnitskij


Il Parlamento esprime anche una profonda preoccupazione per gli abusi della legislazione contro l'estremismo, che implica l'applicazione illecita del codice penale contro organizzazioni della società civile come Memorial e minoranze religiose come i Testimoni di Geova e la Falun Dafa, nonché per il divieto improprio dei loro materiali per motivi di estremismo.


I deputati hanno anche condannato l'adozione di alcune leggi regionali che riducono i diritti degli omosessuali. Inoltre il PE invita nuovamente la commissione di inchiesta a condurre un'indagine completa, approfondita e priva di tabù sulla morte di Sergej Magnitskij, un avvocato incarcerato dopo aver denunciato casi di frode e speculazione finanziari, e trovato morto in carcere allo scadere del termine per sollevare obiezioni (un anno).

RIF. : 20120220STO38543