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Verso un accordo economico UE-Cina basato sulla reciprocità

Commercio estero/internazionale 24-05-2012 - 16:10
 
 
Marielle de Sarnez, deputata francese liberale.   Marielle de Sarnez, deputata francese liberale.

Nonostante il boom economico di Pechino, le aziende europee riescono ad approfittare poco del mercato cinese a causa di pratiche commerciali sleali. Una relazione parlamentare presentata il 23 maggio intende creare un nuovo accordo commerciale tra UE e Cina. Più giusto e più trasparente.


"In un'economia globale, la Cina ha bisogno dell'Europa quanto l'Europa ha bisogno della Cina". Marielle de Sarnez, deputata francese liberale, è l'autrice della relazione "UE-Cina, uno squilibrio commerciale?" presentata durante la sessione plenaria del 22 maggio.


Il testo intende difendere gli interessi dell'industria europea e mira a instaurare un nuovo accordo commerciale basato sulla reciprocità delle regole e la trasparenza delle relazioni commerciali.


Se l'UE rimane il più partner commerciali più importante e la principale destinazione delle esportazioni cinesi, la crescita del deficit commerciale impone un riequilibrio delle relazioni. Tra il 2000 e il 2010, il deficit commerciale dell'UE con l'Asia è passato da 49 miliardi a 169 miliardi.


Delle pratiche sleali


La Cina ha moltiplicato le pratiche sleali e gli ostacoli per limitare l'accesso delle aziende straniere nel proprio mercato: strategie commerciali sleali, dazi doganali, abbassamento del livello dello yuan, assenza del diritto di proprietà intellettuale. Senza dimenticarsi degli ostacoli politici che squilibrano le relazioni tra i due blocchi.


Di fronte a queste restrizioni e per limitare questi comportamenti, Bruxelles potrebbe spingere Pechino a ricorrere alla procedura per risolvere vertenze aziendali suggerita dall'Organizzazione mondiale per il Commercio (OMC). L'UE potrebbe anche promuovere la cooperazione con i paesi in via di sviluppo per rafforzare la lotta alla contraffazione.

RIF. : 20120521STO45446