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Travelling with your pet? There are 64 million cats and 66 million dogs in the EU, which could need a passport or vaccination to cross borders. Parliament has...(read more) Facebook
Photo of the day: flags in front of the Parliament building in Strasbourg. Facebook
Domestic violence has no borders. That's why victims of stalking, harassment or gender-based violence will see their protection extended to the whole EU,...(read more) Facebook I governi europei vorrebbero escludere il Parlamento europeo dalle decisioni riguardanti lo spazio Schengen. Nonostante ciò i deputati non intendono farsi intimorire e minacciano di ricorrere alla Corte europea di giustizia. Martedì mattina, durante la sessione plenaria, i leader politici hanno criticato la presidenza danese del Consiglio dell'UE, considerando la sua posizione come un attacco ai valori fondamentali dell'UE.
Le negoziazioni tra Stati membri e le altre istituzioni erano ancora in corso quando i ministri dell'Interno e della giustizia degli Stati membri hanno deciso unilateralmente di modificare i criteri di valutazione dello spazio Schengen, il 7 giugno. In questo modo il Parlamento si trova escluso dalle decisioni.
Davanti ai deputati europei, il rappresentante della presidenza danese al Consiglio dell'Unione europea, Morten Bødskov, ha assicurato che la decisione degli Stati membri sarebbe unicamente legale e non politica. Ha inoltre richiesto ai deputati di mantenere un approccio di più ampie vedute.
Una scelta antieuropea
I capigruppo dei principali gruppi politici non si sono lasciati convincere. Joseph Daul (Partito popolare) ha qualificato la decisione degli Stati membri come "completamente inaccettabile". Hannes Swoboda (Socialisti e democratici) teme che questo decisione "apra le porte al populismo". Ha inoltre messo in guardia: "utilizzeremo tutti i mezzi politici e legali per evitare che questo accada".
Guy Verhofstadt (Liberali e democratici) ha insistito sulla possibilità di ricorrere alla Corte di giustizia dell'UE mentre Rebecca Harms (Verdi) ha accusato i governi di tentare di spostare l'attenzione pubblica lontano dalla crisi. Cornelia Ernst (Sinistra unita) ha denunciato una tendenza "indegna, antidemocratica e antieuropea".
Infine il commissario Cecilia Malmström si è espressa "in chiaro disaccordo" con gli Stati membri e ha indicato che "l'ultima parola non è ancora stata pronunciata".
Qualche voce discordante
Non tutti la pensano così. Anthea McIntyre (Conservatori e riformatori) è stata sorpresa tanto dalla decisione degli Stati membri, quanto dall'eccesso di collera "infantile" dei deputati. "La decisione del Consiglio è ragionevole" secondo il deputato olandese Auke Zijlstra (Non iscritti).