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In difesa degli animali (e della salute umana)

Agricoltura / Sanità pubblica 04-07-2012 - 11:32
 
 
La deputata svedese Marit Paulsen.   La deputata svedese Marit Paulsen.

Non viene esercitata abbastanza pressione sugli Stati membri per far implementare le regole UE sul benessere degli animali, ha indicato la deputata svedese Marit Paulsen. Per interrompere questa inerzia, la relazione che sarà votata mercoledì propone di monitorare con più attenzione l'implementazione delle regole. E punire i trasgressori.


Lei propone una strategia comune europea per il benessere degli animali. L'Unione europea fa abbastanza per gli animali?


Non siamo certamente i migliori della classe. Diciamo che un terzo si comporta bene. Poi c'è una fascia intermedia in cui la situazione varia molto da fattoria a fattoria, anche se tutto il sistema utilizza gli antibiotici. Al momento solo Svezia e Danimarca hanno dei registri sull'uso degli antibiotici: un comportamento che ha un forte impatto sulla salute umana.


Bisogna sapere che ci sono Stati membri che non hanno la minima idea di cosa stiamo parlando. Ecco perché stiamo provando a costruire una base legislativa solida. Al momento abbiamo solo una serie di regole sparse. Abbiamo bisogno di una definizione comune: cosa significa "benessere degli animali"? Poi potremo costruire le direttive.


Questa definizione potrebbe essere decisiva perché il libero mercato è sempre più importante in agricoltura e con gli Stati Uniti, il Canada e l'Australia.


I consumatori considerano il benessere degli animali quando sono al supermercato?


Solo il 15-20% acquista come dichiarano di farlo. Le persone pensano ancora di fare un vero affare quando trovano un filetto di porco a tre euro. Si sentono bene. Ma che vita può aver avuto quel maiale? Qual è il prezzo?


È necessario proporre degli obiettivi legali per facilitare l'implementazione?


Prendiamo la direttiva sull'allevamento delle galline: è in vigore da 12 anni, per i nuovi Stati membri solo 8 (ma sapevano che entrando in UE dovevano accettare delle condizioni). La Commissione ha le mani legate fino a gennaio 2012 e ciò significa che tutti possono ignorare la direttiva.


Proporre uno o due obiettivi durante una fase di transizione non significa che la Commissione ricorrerà a delle azioni legali. Ma chiederà quante gabbie vengono utilizzate o quali sono i progetti per gli anni a venire. Alle volte è bene mettere in riga gli Stati membri: riporta certi temi all'ordine del giorno.


Nomi e cognomi all'indice?


Certamente. E non solo per ciò che riguarda il benessere degli animali. Se questa relazione passa, mi aspetto che alcune delle pratiche proposte diventino le pratiche standard della legislazione dell'Unione europea.

RIF. : 20120628STO47902