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INFOGRAFICA - I paesi che hanno firmato ACTA nel mondo. E quelli che non hanno firmato all'interno dell'Unione europea. 

ACTA è un accordo commerciale internazionale per la lotta alla contraffazione e alle violazioni di copyright su internet. Finora è stato firmato da 30 paesi nel mondo, ma l'accordo potrà entrare in vigore unicamente se il Parlamento europeo darà il suo consenso.

Nei prossimi mesi il Parlamento europeo deciderà se approvare o meno l'accordo. Ma quali gli obiettivi di ACTA? Perché ha provocato delle grandi proteste in tutto il mondo? E in che modo il Parlamento europeo farà la sua scelta?


Di cosa si occupa ACTA?

L'obiettivo dell'Accordo commerciale anticontraffazione (ACTA) è quello di rinforzare i diritti della proprietà intellettuale a livello internazionale. Molti paesi sono preoccupati per le loro economie a causa delle attività di contraffazione e pirateria informatica.


L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha stimato che nel 2005 il traffico legato alla contraffazione internazionale ammonta a 200 miliardi di euro, esclusi i prodotti digitali.


Su quali prodotti interviene ACTA?

Tutti i beni contraffatti e la violazione dei copyright su internet.


Quali paesi hanno partecipato alla creazione dell'accordo?

ACTA  è stato negoziato dall'Unione europea e i suoi Stati membri, gli Stati Uniti, l'Australia, il Canada, il Giappone, il Messico, il Marocco, la Nuova Zelanda, Singapore, il Sud Corea e la Svizzera. Una volta che l'accordo entrerà in vigore, qualsiasi paese dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) potrà candidarsi per entrare a farne parte.


Perché ACTA è così contestato?

Le critiche mosse contro ACTA sono legate al fatto che questo accordo favorirebbe gli interessi delle grandi società a discapito dei diritti dei cittadini.

Ed anche l'applicazione di ACTA on line sarebbe una minaccia per la privacy dei cittadini e i diritti dell'uomo. Inoltre è stato denunciato il modo poco trasparente in cui sono avvenuti i negoziati: la società civile e i paese in via di sviluppo non sono stati presi in considerazione.


Quali sono i paesi che hanno già firmato?

All'interno dell'Unione europea tutti gli Stati membri hanno firmato fatta eccezione per Cipro, l'Estonia, la Slovacchia, la Germania e i Paesi Bassi. Fuori dall'Unione europea è stato già firmato dall'Australia, il Canada, il Giappone, il Marocco, la Nuova Zelanda, Singapore, la Corea del Sud e gli Stati Uniti.


Perché il ruolo del Parlamento europeo è così importante?

Il Parlamento dovrà approvare ACTA prima che l'accordo possa entrare in vigore. Senza il suo consenso, l'accordo non sarà possibile. Il Trattato di Lisbona prevede infatti il diritto di veto per la maggior parte degli accordi internazionali firmati dall'Unione europea.


Quali sono le opzioni del Parlamento europeo?

Il Parlamento non potrà proporre nessun cambiamento. Dovrà semplicemente approvare o rifiutare l'accordo nella sua integralità. Prima di pronunciarsi il Parlamento può richiedere una valutazione della Corte di giustizia dell'Unione europea sulla compatibilità di ACTA rispetto alla legislazione europea.


In questo caso ACTA non potrebbe entrare in vigore prima della decisione della Corte. E considerato che non ci sono termini legali per dare una risposta, è possibile che il Parlamento sospenda la sua decisione a una data indefinita: ciò non permetterebbe all'accordo di entrare in vigore.


Qual è la procedura legislativa del Parlamento europeo?

Il Parlamento europeo si è impegnato a lavorare in maniera trasparente e invita i cittadini a informarsi, a consultare i documenti e a seguire i dibattiti in diretta, via internet.


I lavori preparatori saranno realizzati dalle commissioni parlamentari. La commissione per il Commercio internazionale è stata incaricata di produrre una raccomandazione per il Parlamento europeo. Il deputato di centro sinistra inglese David Martin è il relatore che si occuperà di redigere il testo sulla posizione del Parlamento europeo.


Altri quattro commissioni si esprimeranno su ACTA: la commissione per l'Industria, la ricerca e l'energia, la commissione giuridica, la commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni, e la commissione per lo Sviluppo.


Le commissioni ascolteranno nei mesi a venire gli attori principali e le parti interessate per poter prendere una decisione cosciente. Molti, se non tutti i dibattiti saranno consultabili in streaming on line sul sito del Parlamento europeo.


Anche le raccomandazioni delle commissioni saranno pubbliche e consultabili on line. Il Parlamento prenderà una decisione finale durante una sessione plenaria, che potrà essere seguita in streaming.


In che maniera si è pronunciato il Parlamento su ACTA nel passato?

Fino ad ora il Parlamento ha già votato tre risoluzioni per richiedere di rendere pubblici i documenti relativi ad ACTA e per avere maggiore peso durante i negoziati.


  • una risoluzione l'11 marzo 2009 richiedeva alla Commissione che tutti i documenti relativi ai negoziati su ACTA fossero resi pubblici immediatamente;

  • una risoluzione del 10 marzo 2010 rifiutava la segretezza di ACTA esprimendo delle preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza;

  • una risoluzione del 24 novembre 2010 indica ACTA come un passo nella giusta direzione e si appella alla Commissione per confermare che l'accordo non abbia nessun impatto sulle libertà fondamentali e la legislazione esistente.


Cosa succederebbe se il Parlamento europeo approvasse l'accordo?

Per poter entrare in vigore, Cipro, l'Estonia, la Slovacchia, la Germania e i Paesi Bassi dovranno firmare l'accordo e tutti gli Stati membri dovranno ratificarlo.


E in caso di rifiuto?

ACTA non potrebbe entrare in vigore all'interno dell'Unione europea. Nessun accordo sarebbe possibile senza il consenso del Parlamento europeo. In ogni caso, sei paesi esterni all'Unione potranno ratificare l'accordo che sarebbe valido sul loro territorio.


Dove sarà possibile seguire gli ultimi sviluppi su ACTA?

Questo dossier sarà aggiornato regolarmente. Le riunioni saranno disponibili in streaming sul sito con i link ai documenti ufficiali. Sarà possibile seguire le ultime novità anche sulla pagina Facebook del Parlamento europeo e sui conti Twitter (in 22 lingue).