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Ecco i dati chiave sul gas naturale in Europa e su come l’UE vuole assicurare una sicurezza della fornitura

Grazie a un nuovo meccanismo di solidarietà al voto martedì 12 settembre i paesi UE saranno meglio preparati a far fronte a interruzioni nella fornitura di gas naturale.

 

Il mix energetico dell’Europa negli ultimi vent’anni ha visto un aumento delle percentuale di gas naturale. L’uso di gas naturale rappresenta infatti quasi un quarto del consumo lordo di energia in Europa. Il gas naturale è usato soprattutto per riscaldamento domestico e elettricità. La percentuale di altri combustibili fossili, petrolio e carbone, è invece diminuita.

 

Ma i dati variano molto da paese a paese. In Italia, come nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, il gas naturale è molto più usato che in Svezia, Estonia o Finlandia. Malta ha ricevuto il primo cargo di gas naturale liquefatto (GNL) all’inizio del 2017. Cipro ha solo di recente iniziato a interessarsi al gas naturale.

 

L’Unione europea importa due terzi del gas naturale che utilizza, via condotti o via nave attraverso i terminali per il gas naturale liquefatto. Più di un terzo di questo gas viene dalla Russia. Altre fonti di gas naturale sono la Norvegia, l’Algeria e Qatar. La maggior parte dei paesi UE è quindi dipendente dalle importazioni per il proprio fabbisogno di gas. Per alcuni la fornitura dipende quasi esclusivamente dalla Russia.

Allarga l'immagine: Infografica sul bilancio energetico dei paesi europei 
Infografica sul bilancio energetico dei paesi europei        
Bilnacio energetico: importazione e esportazioni di gas naturale 

Il fatto di affidarsi a una sola fonte di rifornimento o a una singola via di trasporto può essere un problema. In caso di incidenti tecnici o dispute economiche e politiche la fornitura di energia può essere in pericolo. La disputa fra Russia e Ucraina sul prezzo dell’energia nel 2006 e 2009, ad esempio, ha provocato interruzioni di fornitura di gas a diversi paesi europei, perché l’Ucraina è un paese di transito per il gas proveniente dalla Russia.

A seguito di queste crisi nel 2010 l’Europa ha rafforzato le regole per la sicurezza della fornitura di gas obbligando gli stati membri ad assicurare la fornitura alle case e a edifici essenziali come gli ospedali anche in caso di difficili condizioni dovute a problemi e incidenti nell’infrastruttura del gas.

 

Nel 2014 la Commissione europea ha condotto i cosiddetti stress test del gas. I test hanno mostrato che l’Europa può far fronte a una discontinuità delle fornitura di gas solo se i paesi collaborano di più fra loro.

 

Per questo lo scorso anno è stata proposto un aggiornamento del regolamento del 2010 che introduce un meccanismo di solidarietà e cooperazione che assicurerebbe che uno stato che dichiara un’emergenza energetica possa essere aiutato ricevendo gas dai paesi vicini. Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo sul testo della proposta ad aprile 2017 e il testo viene votato martedì 12 settembre dal Parlamento europeo in seduta plenaria.

 

Il relatore della proposta al Parlamento, Jerzy Buzek (Partito popolare europeo) ha così spiegato il testo: “Solidarietà significa che, in momenti difficili, possiamo mandare da un paese a un altro una fornitura di gas per assicurare energia a case, a importanti strutture sociali come ospedali e anche a alcune centrali elettriche per evitare i black out”

 

Con il supporto dell’UE i paesi UE stanno anche diversificando la propria scelta energetica con la pianificazione e costruzione di nuovi terminali per il gas naturale liquefatto e nuovi condotti. Uno di questi progetti, Nord Stream 2, è però stato oggetto di critiche per la crescente dipendenza da un singolo fornitore, la Russia. La questione sarà oggetto di dibattito parlamentare giovedì 14 settembre.

 

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