Stampa 3D: tra nuove opportunità e incertezza giuridica 

 
 

Condividi questa pagina: 

Di chi è la responsabilità in caso di danni da parte di un oggetto stampato in 3D? Come combattere la contraffazione? Intervista alla deputata responsabile di un’iniziativa in materia

La produzione additiva, meglio nota come stampa 3D, sta rivoluzionando il modo in cui i prodotti vengono progettati, sviluppati, fabbricati e distribuiti.

Secondo quanto riportato in una relazione richiesta dalla Commissione europea, il mercato della stampa 3D dovrebbe raggiungere un valore di circa €9.64 miliardi entro il 2021. La stampa 3D è un elemento positivo in grado di promuovere la produzione locale e stimolare la commercializzazione di prodotti creativi, ma allo stesso tempo è una sfida in termini di responsabilità civile e diritti della proprietà intellettuale.

Il 3 luglio 2018 il Parlamento europeo ha appoggiato la relazione non legislativa dell’eurodeputata francese Joëlle Bergeron del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta che definisce le raccomandazioni legislative e regolamentari nell’ambito della stampa 3D. Bergeron ha spiegato in un'intervista di cosa si tratta.

 

Su chi ricade la responsabilità in caso di un prodotto stampato in 3D difettoso o pericoloso?

 

Si applicano le regole sulla responsabilità civile (generale), come previsto dalla direttiva sul commercio elettronico. Tuttavia, si dovrebbe prendere in considerazione un regime specifico.

 

In caso di incidente, la responsabilità per il prodotto difettoso potrebbe potenzialmente ricadere su colui che ha creato o venduto il file 3D, sul produttore della stampante o del software della stampante 3D, sul fornitore del materiale utilizzato per creare il prodotto o sulla persona che ha fabbricato l’oggetto a seconda dell’origine del difetto. La catena delle responsabilità può quindi essere lunga e complicata.

Per il momento non c’è ancora una giurisprudenza specifica sulle regole riguardo alla responsabilità civile per un prodotto fabbricato con metodo di stampa 3D. Si tratta perciò di un “territorio sconosciuto” per i produttori. Sta quindi a noi membri del Parlamento europeo spronare la Commissione affinché analizzi più attentamente queste questioni legali.

 

Delle regole più chiare su chi detiene i diritti di un prodotto stampato in 3D dovrebbero contribuire a combattere la contraffazione, ma anche proteggere il lavoro di chi progetta e stampa. Come vede il futuro del settore?

 

La democratizzazione della stampa 3D in questo momento non crea grossi problemi di violazione della legge sulla proprietà intellettuale. La maggior parte dei clienti e dei servizi di stampa online sono professionisti, nello specifico servizi high-tech di grandi imprese industriali o progettisti che utilizzano questa tecnica per produrre prototipi o oggetti in serie limitate nel contesto della loro attività di creazione e innovazione

 

Il numero di persone che replicano un lavoro protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale su piattaforme di scambio dei file 3D è basso. Il rischio di contraffazione è principalmente relativo alle opere d’arte. Tuttavia, quando la stampa 3D diventerà industriale, dovremo considerare le questioni future legate ai diritti d’autore.

 

Dobbiamo restare vigili su problemi come codifica e protezione dei file per impedire il download illegale e la riproduzione di questi file o di oggetti protetti, così come dovremo impedire la replica di oggetti illeciti. Ritengo che per contrastare la contraffazione sia anche fondamentale sviluppare un’offerta legale di stampa in 3D in modo che i singoli privati possano stampare senza violare la legge e venga garantito all’autore il giusto compenso per i diritti d’autore.