Multilinguismo online: "Le tecnologie linguistiche connettono le persone e incoraggiano il commercio" 

 
 

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Le tecnologie linguistiche sono alla base di molti nuovi prodotti digitali. Come si può garantire a chi parla lingue minoritarie nell’Unione europea di non essere tagliato fuori?

Ci sono 24 lingue ufficiali e più di 60 lingue nazionali e regionali nell'Unione europea, ma quante di queste vengono veramente utilizzate in rete? Il divario sta crescendo tra le lingue più diffuse che godono di risorse adeguate e altre lingue parlate da meno persone che potrebbero subire una “estinzione” digitale.

L'eurodeputata dei Verdi Jill Evans (Regno Unito) si occupa del tema della parità linguistica per il Parlamento europeo. Le abbiamo chiesto di parlarci dei rischi e delle possibili soluzioni per il multilinguismo in rete. La relazione di cui si è fatta portavoce è stata approvata dalla plenaria del Parlamento europeo l'11 settembre 2018. 

Jill Evans, relatrice per il multiliguismo in rete 

Perché la questione dell'uguaglianza linguistica online è importante quando abbiamo diverse lingue comuni con cui comunichiamo (principalmente l’inglese)?

Il mondo digitale non è più separato dal "mondo reale". Spesso chiediamo a Siri indicazioni o chiediamo ad Alexa di suonare una canzone. Chi parla lingue meno usate o minoritarie non è in grado di accedere a questi servizi nella propria lingua ed è costretto ad optare per l’uso di una lingua di fatto dominante online. In effetti molte tecnologie sono disponibili solo in un numero limitato di queste lingue dominanti e lo sviluppo di questo tipo di tecnologie aumenta il rischio che questo possa accelerare anche i cambiamenti linguistici nel "mondo reale".

Nell’UE si parlano oltre 80 diverse lingue. Rappresentano molto di più di un semplice strumento di comunicazione: sono intrinsecamente legate alla cultura e all'identità. Nel Galles ad esempio, come in molti altri paesi, le persone hanno dovuto condurre delle campagne per l'uguaglianza linguistica, in particolare per le lingue minoritarie, per poter usare la propria lingua in ogni aspetto della loro vita.

Come possiamo aumentare l'importanza del multilinguismo nella sfera digitale? Pensa che ci sia bisogno di investimenti?

Negli Stati Uniti e in Asia sono già stati fatti grandi investimenti in tecnologie linguistiche mentre l'Europa è in ritardo. La mia relazione chiede alla Commissione europea di istituire un programma di finanziamento coordinato su vasta scala e a lungo termine.

Un'altra raccomandazione è che gli stati membri sviluppino programmi di alfabetizzazione digitale nelle lingue meno utilizzate e introducano la formazione e gli strumenti relativi alle tecnologie linguistiche nei programmi scolastici. Questo incoraggerebbe le persone ad utilizzare il più possibile la propria lingua in rete già dalla più giovane età e ad assicurare familiarità con le tecnologie linguistiche come la traduzione automatica, la sintesi vocale e il riconoscimento vocale.

Che impatto ha tutto questo sui cittadini e le imprese?

Nell’era digitale le barriere linguistiche sono una sfida da vincere. Per fare un esempio nel 2015 solo il 16% dei cittadini europei hanno comprato online su siti di altri paesi dell'UE. Le tecnologie linguistiche rappresentano quindi una soluzione per migliorare il collegamento tra le persone e incoraggiare il commercio transfrontaliero.

Inoltre le tecnologie linguistiche possono migliorare notevolmente la capacità delle persone di partecipare pienamente alla vita dei paesi in cui vivono, in particolar modo quando devono fare fronte a complicati processi amministrativi.

Chi parla lingue minoritarie come il gallese e il basco è svantaggiato digitalmente, così come chi parla alcune lingue ufficiali dell'UE come l’estone, il ceco e il danese. Le lingue europee guadagnerebbero enormemente dagli investimenti in tecnologie, strumenti e risorse linguistiche.

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