Gli intergruppi parte integrante dell'attività parlamentare 

 
 

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Una mucca, una stretta di mano, cassette d'uva e lo Spazio 

Gli eurodeputati, oltre al lavoro "classico" al Parlamento europeo nei vari gruppi politici, nelle commissioni parlamentari, nelle delegazioni o in plenaria, si riuniscono in modo più informale in gruppi di lavoro, chiamati in gergo "intergruppi". Gli intergruppi radunano eurodeputati di tutto lo spettro politico, assieme a rappresentanti della società civile, delle ONG, del settore privato, ecc.., tutti accomunati dalla sensibilità verso un determinato tema.

Diamo uno sguardo più da vicino e scopriamo assieme quali sono gli intergruppi al Parlamento e cosa fanno. Informalmente, gli intergruppi esistono dai primi anni '80, ma con gli anni il loro numero è andato incrementando, così come il ruolo. Attualmente sono 23 quelli registrati ufficialmente, mentre ammontano a una ventina quelli non registrati.


Un punto di incontro vitale


Pur non facendo ufficialmente parte della struttura del Parlamento, gli intergruppi sono parte integrante dell'attività parlamentare. Alcuni sono legati a specifiche problematiche, come il "Kangaroo group" sul mercato unico, quello sulle PMI, la disabilità, la caccia e la biodiversità o la famiglia e l'infanzia, altri invece coprono campi più ampi, come l'antirazzismo.


L'intergruppo, inoltre, rappresenta un'occasione importante per riunire assieme eurodeputati di nazionalità e partiti politici diversi, attualmente 177 nel Parlamento, e approfondire determinate tematiche in vista di un eventuale consenso per l'azione legislativa. I gruppi variano per numero, organizzazione e attività. Molti di essi hanno un vero e proprio segretariato, organizzano eventi e campagne di sensibilizzazione, altri fissano la propria base nel Parlamento e sono coadiuvati da gruppi politici. Generalmente, le riunioni si tengono a Strasburgo durante la sessione plenaria, e non di rado vengono invitati esperti, rappresentanti di spicco del mondo comunitario, imprenditoriale e sociale. Molti intergruppi, preparano documenti di lavoro e iniziative parlamentari, utilizzate poi dagli eurodeputati come base di lavoro o addirittura vere e proprie risoluzioni, interrogazioni e dichiarazioni scritte.


Un regolamento apposito


Il Parlamento dedica una parte specifica del suo regolamento interno a questi gruppi di influenza. I loro presidenti, debbono ad esempio dichiarare annualmente qualsiasi tipo di sostegno ricevuto, sia esso in denaro o in altri mezzi, ed è stato creato un apposito registro pubblico di dichiarazioni finanziarie. Attualmente, per potersi formare, un intergruppo deve ricevere il sostegno di almeno tre gruppi politici, ma ogni gruppo politico può sceglierne un numero limitato. All'inizio di ogni mandato parlamentare, gli intergruppi debbono formarsi di nuovo prima di ricevere il benestare del Parlamento.


Il regolamento del Parlamento, inoltre, vieta agli intergruppi di esprimersi a nome del Parlamento o di utilizzare il suo nome o simbolo. Vieta anche qualsiasi attività che possa risultare assimilabile a quella del Parlamento. 


Intergruppo sul benessere degli animali


Creato nel 1983, questo gruppo fonda la sua attività sulla tematica del benessere degli animali e della conservazione agricolo-ambientale. Al suo interno troviamo rappresentanti di molte nazioni europee e di quasi tutti i gruppi politici, che si confrontano regolarmente in questo Forum per dibattere e approfondire temi d'attualità, spesso all'ordine del giorno delle stesse commissioni parlamentari agricoltura e ambiente. Due recenti iniziative di successo tramutate in legge, sono state il divieto nell'Ue di commercializzare prodotti derivati da cuccioli di foca e la direttiva europea sugli Zoo. 


L'eurodeputato britannico Neil Parish (gruppo del partito popolare), presidente della commissione parlamentare agricoltura, è stato eletto lo scorso 17 gennaio presidente dell'intergruppo, fino alle elezioni di giugno 2009. "Il benessere degli animali è il tema trattato con maggior frequenza nelle lettere che ricevo", ha dichiarato Neil Parish. "Molte persone in Gran Bretagna sono direttamente coinvolte in campagne di sensibilizzazione per migliorare il benessere degli animali o raccogliere fondi, e spero che col nostro lavoro riusciremo ad aiutarne il più grande numero possibile", ha aggiunto. "Il Parlamento vanta negli ultimi tempi diversi successi nel campo del benessere degli animali, mi auguro riusciremo a imprimere maggiore pressione dove necessario, in modo da mettere fine alla brutalità contro gli animali," ha concluso Parish, che si dichiara "davvero fiero" del suo nuovo ruolo di presidente.