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Il nostro patrimonio culturale è parte integrante dell’Europa e di ogni singolo Stato membro, ma è importante anche per l’economia dal momento che promuovere i nostri tesori culturali può facilitare crescita e occupazione. Il Parlamento voterà il 27 Aprile per far sì che il 2018 diventi l’Anno europeo del patrimonio culturale. Nella nostra intervista il relatore rumeno Mircea Diaconu (ALDE) parla di questa iniziativa che mira a rafforzare l'identità europea.

"Vogliamo riportare il patrimonio culturale all’attenzione del pubblico. Dargli la dignità che merita e rafforzare la nostra identità. E' anche un modo per riscoprire ciò che ci rende europei" afferma il deputato Diaconu. A seguito dei negoziati con i governi e la Commissione, il Parlamento ha garantito 8 milioni di euro provenienti da fondi esistenti per le attività promozionali nel corso del 2018.


 " Secondo studi di settore è stato dimostrato che investendo un euro, se ne ottengono più di 20" ha spiegato Diaconu.


Il rapporto -  Il patrimonio culturale conta per l'Europa - mostra che sono circa 300.000 le persone impiegate direttamente nel settore del patrimonio culturale UE,  che genera indirettamente 7,8 milioni di posti di lavoro.



Gli obiettivi principali del progetto sono:



  • presentare il patrimonio culturale europeo come componente della diversità culturale e del dialogo interculturale;
  • sfruttarne il potenziale economico diretto e indiretto rafforzando il suo contributo all’economia e alla società;
  • promuovere e valorizzare la cultura europea come elemento cruciale della figura internazionale dell'Unione, in risposta anche alla deliberata distruzione dei tesori artistici e culturali in Medio Oriente.