Registro per la trasparenza: più chiarezza su lobby e istituzioni UE 

 
 

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Stanno per partire i negoziati fra le istituzioni UE sul miglioramento del registro per la trasparenza, dove sono registrati i lobbisti. Ecco perché è importante

Il Parlamento europeo, la Commissione e il Consiglio hanno acconsentito a cominciare a inizio 2018 il dialogo sulle regole che renderebbero più trasparenti le attività di chi si rivolge all’UE in rappresentanza di un interesse, le lobby.

 

Dal 2011 il Parlamento e la Commissione hanno un registro congiunto chiamato Registro per la trasparenza. Dal 2014 il Consiglio partecipa come osservatore a questo processo. Il Registro ha preso il posto di due registri separati tenuti dalle due istituzioni. Il Parlamento cominciò a tenere un registro sin dal 1995.

 

Il nuovo accordo verrà discusso fra le tre istituzioni per fare in modo che la partecipazione del Consiglio sia completa.

Chi si rivolge all’UE

 L’obiettivo del Registro per la trasparenza è quello di rendere pubblico e accessibile l’interesse rappresentato da coloro che interagiscono con le istituzioni UE. La registrazione è per il momento volontaria ma dà alcuni tipi di accesso non disponibile per chi non è registrato. Se si vuole ad esempio parlare a un’audizione pubblica organizzata da una Commissione parlamentare è necessaria la registrazione.

 

Come si vede nell’infografica, il numero di organizzazioni registrate è cresciuto negli anni. Si contano 11.000 organizzazioni con un totale di più di 80.000 lavoratori. Per organizzazioni intendiamo ONG, associazioni di categoria, imprese, sindacati e consulenti. Le organizzazioni variano molto in termini di dimensioni e di interessi. Quasi un quinto di queste organizzazioni ha il proprio ufficio centrale a Bruxelles.

 

Al momento non c’è un solo modo di regolamentare le lobby in Europa. Gli Stati membri dell’UE hanno approcci diversi e solo sette paesi (Austria, Francia, Irlanda, Lituania, Polonia, SLovenia e Regno Unito) hanno una legislazione in materia.

Lobby nei paesi UE 

La posizione del Parlamento europeo: maggiore apertura e trasparenza

 

Il mandato del Parlamento europeo per i negoziati tende a rafforzare e migliorare l’obbligo delle istituzioni europee di rendere conto e di assicurare un processo decisionale trasparente e aperto.

 

La deputata francese dei Socialisti e Democratici, Sylvie Guillaume, una delle principali negoziatrici, ha dichiarato in occasione del voto in plenaria sul mandato: “La politica di apertura del Parlamento è l’approccio che vogliamo adottare per i negoziati”.

 

“Il Parlamento europeo è sempre stato un leader nel dibattito sulla trasparenza. È venuta l’ora che le istituzioni dell’Unione europea dimostrino unità su questo approccio”, ha dichiarato l’altra negoziatrice principale, Danuta Hübner del Partito popolare europeo (Polonia).