Erasmus+: "Abbiamo migliorato il vecchio programma" 

 
 

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Intervista a Doris Pack. 

La mobilità degli studenti è senza dubbio uno dei più grandi vantaggi per i giovani che vivono nell'UE. Il celebre programma Erasmus, utilizzato da più di 230.000 studenti ogni anno, è appena stato rinnovato. 14 miliardi di euro per il programma Erasmus+ consentiranno a oltre 5 milioni di giovani di studiare in altri paesi, formarsi e partecipare ad attività di volontariato o sportive. Prima del voto in plenaria ne abbiamo parlato con la relatrice tedesca del centro-destra, Doris Pack.

Qual è il maggior cambiamento tra Erasmus + e il "vecchio" Erasmus?


L'Erasmus, come gli studenti ben sanno, è una parte dell'Erasmus+. Il nuovo programma comprende tutti i programmi formali o informali di istruzione, formazione, gioventù e sport. Dal momento che non volevamo perdere il marchio Erasmus, abbiamo chiamato il nuovo programma Erasmus+.


L'Erasmus+ include l'Erasmus, l'Erasmus Mundus, i programmi Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig e Youth in action e, per la prima volta, lo sport. Chiaramente ci saranno budget differenti per i differenti programmi.


Qual è il futuro dell'Erasmus+? Darà spazio anche a esperienze di lavoro e stage, oltre agli scambi tra studenti?


Se l'Erasmus+ non esistesse, avremmo dovuto inventarlo. Si tratta di un valore aggiunto europeo per le politiche regionali, nazionali e talvolta locali nel campo dell'istruzione e della gioventù.


Abbiamo mantenuto tutto ciò che era buono prima e l'abbiamo semplicemente migliorato per supportare anche coloro che desiderano avere delle esperienze lavorative in altri paesi: pagati e tutelati a livello sociale.


Che impatto avrà l'Erasmus+ sulla disoccupazione giovanile?


Erasmus+ non rappresenta una soluzione al problema della disoccupazione. Tuttavia, parlare più lingue, avere un'istruzione e capacità più varie - soprattutto nel settore tecnologico -, significa accrescere le possibilità di trovare un lavoro. Anche al di fuori del proprio paese.


L'Erasmus+ sarà discusso e votato dal Parlamento europeo in seduta plenaria, il 19 novembre. Per ulteriori informazioni e contatti, il comunicato stampa è disponibile cliccando sul link a destra.