Le Grip: "Le donne che emigrano sono più esposte a pericoli e sfruttamento sessuale" 

 
 

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Constance La Grip, parlamentare francese del gruppo EPP 

Vivere in un campo profughi si può essere un incubo, specialmente per donne e bambini, sia nel viaggio che poi nei campi.

Il 3 e 4 novembre 11 deputati hanno visitato alcuni campi vicino ad Atene. Al loro ritorno, abbiamo parlato con la responsabile della delegazione, Constance Le Grip (PPE, FR), che ha sottolineato la necessità di far rispettare gli impegni di accoglienza a tutti gli stati.

Perchè la vita di una rifugiata è più difficile di quella di un uomo? Quali sono le principali sfide da affrontare?

Le donne che scappano dalle loro case sono esposte a pericoli maggiori per la propria integrità psicologica rispetto agli uomini. Innanzitutto, c’è lo sfruttamento sessuale che fa diventare molte donne vittime della tratta. E può succedere anche una volta che sono già in Europa, come nei campi d’accoglienza ad esempio. Non ci sono sicurezza e sorveglianza sufficienti, non possono mai stare sole e anche i bagni sono comuni. Chi lavora nei campi racconta dell’alto livello di violenza domestica a cui sono esposte queste donne.

E i minori non accompagnati? Come vengono controllati?

La maggior parte dei ragazzi senza famiglia vive nei campi d’accoglienza. In certe realtà si cerca di fare stare i minori assieme. Le ragazze sono quelle che patiscono di più: sono vulnerabili e spesso non stanno bene a livello psicologico. In più, a molti ragazzi non piace stare nei campi in cui continuanao a essere controllati e accompagnati. Non capiscono il motivo e scappano. Scappando, però, si espongono a pericoli ancora maggiori.

La Grecia ha estremo bisogno che altri paesi si dimostrino solidali, particolamente per la questione dei minori. In Grecia non ci sono le condizioni ottimali per poter seguire questi ragazzi.

Di recente, ha visitato un centro per donne vittime di violenza. Che cosa l’ha colpita maggiormente durante la sua visita?

Non abbiamo incontrato le donne del centro ma abbiamo parlato con chi vi lavora all’interno. Ci hanno spiegato che le donne che sono in questo centro hanno mostrato un'enorme energia e forza di volontà. Se ben consigliate e sostenute, potranno superare le difficoltà a cui si trovano esposte. L’obiettivo è che escano dal centro e si integrino, per iniziare la loro strada nel mondo del lavoro.

A livello numerico, si può valutare la diffusione della tratta di esseri umani?

Al momento non abbiamo alcuna statistica, è molto difficile tenere traccia di quesi movimenti. La direttiva europea non è correttamente recepita e attuata, a volte sembra che non esista proprio.

Il Parlamento Europeo che ruolo può svolgere?

Il Parlamento ha lanciato più volte  l’allarme a livello europeo, ad esempio durante la Giornata della Donna in cui è stata proposta una serie di misure concrete per arginare la violenza sulle donne e il loro sfruttamento. Purtroppo ci troviamo a dovere sempre ricordare agli stati gli impegni che si sono presi sulla ricollocazione dei migranti. Poi, ci vorrebbe un controllo più stringente su come vengono spesi i fondi.