Un migliore Sistema europeo comune di asilo 

 
 

Condividi questa pagina: 

L’Unione europea e il Parlamento europeo stanno lavorando per migliorare il Sistema europeo comune di asilo per rispondere all’attuale crisi dei migranti.

L'undicenne Adiba nella tenda che condivide con i quattro fratelli e la madre nel campo di Idomeni ©UNHCR/Achilleas Zavallis 

Dal 2015 centinaia di migliaia di persone in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni hanno cercato asilo in Europa. Il sistema europeo di asilo è apparso incapace di far fronte a flusso di rifugiati senza precedenti. In risposta alla crisi dei rifugiati in Europa l’Unione europea ha fatto della revisione delle regole per l’asilo una priorità, soprattutto per assicurare che le responsabilità siano suddivise equamente fra tutti gli Stati membri.

Introduzione della responsabilità condivisa: revisione del regolamento Dublino

La procedura da seguire per fare richiesta dello status di rifugiato è determinata dal regolamento Dublino, l’elemento più importante del Sistema europeo comune di asilo. Il regolamento determina quale paese UE è responsabile dell’esame delle richieste di asilo. La regola generale è che il paese di ingresso nell’UE sia il paese responsabile. Ci possono essere eccezioni dovute alla situazione familiare e alla salute del richiedente.

Il sistema attuale -creato nel 2003- non era stato progettato per distribuire le domande di asilo fra i paesi membri e quando il numero dei rifugiati in arrivo è aumentato vertiginosamente nel 2015 paesi di frontiera come Italia e Grecia hanno cominciato a non farcela più ad accogliere tutti i richiedenti. È dal 2009 che il Parlamento invoca una revisione totale del sistema Dublino.

Ad aprile 2016 la Commissione europea ha proposto il cosiddetto “meccanismo correttivo di assegnazione” grazie al quale gli Stati membri possono condividere la responsabilità dei rifugiati in base alle risorse e alla popolazione del paese.

La proposta è attualmente al vaglio della Commissione Libertà civili del Parlamento europeo. Gli eurodeputati la voteranno nei prossimi mesi. Pur divergendo su come farlo, la maggior parte dei parlamentari sono d’accordo sul fatto che ogni paese UE debba fare la propria parte e che l’interesse dei minori che arrivano in Europa debba essere trattato con particolare considerazione.

Ecco la situazione attuale della revisione del sistema Dublino

Accesso sicuro all’Europa: la creazione di un quadro dell’Unione per il reinsediamento

Il reinsediamento è il trasferimento nell’UE da un paese non UE di un cittadino di un paese terzo che necessita di protezione internazionale. La richiesta viene fatta dall’UNCHR, l’agenzia ONU per i rifugiati. La persona ha così il diritto di risiedere nel paese UE come rifugiato. È la soluzione migliore per garantire ai rifugiati un accesso sicuro e legale nell’Unione europea.

Affinché la soluzione alla crisi dei rifugiati sia sostenibile, il Parlamento europeo ha sottolineato la necessità di un programma di reinsediamento permanente e obbligatorio. A luglio 2016 la Commissione ha proposto l’istituzione di un quadro permanente con procedure standard condivise per il reinsediamento dell’Unione europea.

Ecco la situazione attuale del Quadro dell’Unione per il reinsediamento.

Raccolta dei dati: aggiornamento del database Eurodac

Tutti i rifugiati che attraversano un confine dell’UE dovrebbero essere registrati e dovrebbero essere loro prese le impronte. Le informazioni raccolte sono conservate nella base di dati (o database dall’inglese) Eurodac.

A maggio 2016 la Commissione europea ha proposto che dati aggiuntivi quali nome, nazionalità, data e luogo di nascita, documenti di viaggio e immagini facciali siano inclusi per poter meglio procedere con l’applicazione pratica del sistema Dublino riformato.

L’aumento di informazioni presenti nel sistema permetterà alle autorità di identificare più facilmente un immigrato illegale o un richiedente asilo senza dover chiedere informazioni a un altro Stato membro. Il Parlamento europeo sta dibattendo con la Commissione e il Consiglio su come meglio procedere.

Ecco la situazione attuale della legislazione su Eurodac

Per una maggiore uniformità: il Sistema europeo comune di asilo

Una migliore armonizzazione del sistema di asilo è la chiave del principio della responsabilità condivisa. Aiuterà quei paesi che al momento offrono migliori e più facili condizioni di asilo evitando che si ritrovino con troppe richieste. Ci sono diverse proposte legislative al vaglio del Parlamento europeo per una maggiore uniformità delle regole per la concessione dell’asilo politico.

A giugno 2017 la Commissione Libertà civili ha sostenuto una nuova legge sul riconoscimento delle persone bisognose di protezione internazionale. L’obiettivo di questo regolamento è chiarire le ragioni della concessione dell’asilo e assicurare che i richiedenti asilo ricevano lo stesso trattamento indipendentemente dallo Stato membro in cui presentano la richiesta. A questo link si può seguire il percorso del regolamento.

Il rimodellamento della direttiva sulle condizioni di accoglienza vuole assicurare che i richiedenti asilo possano beneficiare di standard uniformi di accoglienza, come soluzioni abitative e accesso al mercato del lavoro. Assicura inoltre che i diritti fondamentali siano rispettati.

Argomento di dibattito parlamentare è anche il rafforzamento del mandato dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e la sua trasformazione in una vera Agenzia UE per l’asilo che migliorerebbe il funzionamento del sistema comune di asilo. Le negoziazioni sono al momento in corso a livello del Consiglio europeo.