Controllo delle frontiere UE e gestione della migrazione  

 
 

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Il flusso dei migranti e la sicurezza delle frontiere esterne rappresentano una sfida per l’UE. Ecco come il Parlamento europeo sta affrontando la situazione.

Ci sono stati 1.83 milioni di attraversamenti illegali delle frontiere esterne dell’Unione europea nel 2015. Questo numero è calato a 150.114 nel 2018. La risposta europea alla crisi dei migranti include misure di rinforzo dei controlli alle frontiere e un sistema più efficiente di trattamento delle richieste di asilo.


Gli eurodeputati ritengono che l’assenza di controlli interni nell’area Schengen debba essere accompagnata da misure come il rafforzamento dei confini esterni. Il Parlamento europeo ha evidenziato la serietà della situazione in una risoluzione dell’aprile 2016.


Due nuove agenzie: la Guardia costiera e di frontiera europea e l’Agenzia UE per l’asilo

A dicembre 2015 la Commissione europea ha presentato una proposta per l’istituzione di una Guardia costiera e di frontiera europea con l’obiettivo di rinforzare la gestione e la sicurezza delle frontiere esterne dell’UE e venire in aiuto alle forze di polizia di frontiera nazionali. La nuova agenzia, formata dall’unione di Frontex e delle autorità nazionali responsabili per i controllo delle frontiere, è stata inaugurata a ottobre 2016. È in programma dare all'Agenzia un corpo permanente di 10mila guardie di frontiera entro il 2027.

I deputati hanno anche sostenuto una proposta per rinforzare l’attuale Ufficio europeo di sostegno per l'asilo che diventerebbe l’Agenzia UE per l’asilo. Sarebbe così responsabile di migliorare la cooperazione fra gli Stati membri. L’Agenzia dovrebbe fornire ai paesi sovraccarichi l’assistenza tecnica e il personale necessari e verificare che ci sia un’equa distribuzione dei rifugiati fra i paesi membri.

L’accordo UE-Turchia

L’Unione europea e la Turchia hanno raggiunto un accordo a marzo 2016 su un piano per ridurre il flusso di migranti. Le due parti hanno deciso di inviare in Turchia tutti i migranti che arrivano in Grecia dalla Turchia e il governo turco ha acconsentito a impedire l’apertura di nuove rotte marittime o passaggi terrestri. L’accordo ha fortemente ridotto il numero dei profughi che dalla Turchia arrivano in Grecia.

Rimpatri più efficienti

L’Unione europea sta anche cercando di attuare una politica di rimpatrio più efficiente per quei migranti che non ottengono lo status di rifugiato o altre forme di protezione internazionale. Uno degli ostacoli più grandi per il rimpatrio è l’assenza di documenti di viaggio validi. Per questo è stato creato un nuovo documento di viaggio europeo standard per il rimpatrio degli immigrati illegali.

La proposta legislativa di una lista UE comune di paesi di origine sicuri è sotto esame da parte del Parlamento europeo. L’obiettivo è quello di facilitare e accelerare il processo di asilo, incluso il rimpatrio. Al momento queste liste esistono solo a livello nazionale e non c’è coordinazione fra gli Stati membri dell’UE.

Affrontare le cause dell’immigrazione

Conflitti, persecuzioni, pulizia etnica, povertà estrema e disastri naturali sono solo alcune delle terribili cause delle migrazioni. I deputati vogliono che l’UE adotti una strategia di lungo termine per lottare contro questi problemi.

Il 6 luglio 2017i parlamentari europei hanno votato un piano UE che sblocca 44 miliardi di euro di investimenti privati, in modo da affrontare alcune delle cause dell’immigrazione alla radice.