Dibattito sul terrorismo: "La minaccia è crescente in Europa e nel mondo" 

 
 

Condividi questa pagina: 

I deputati a confronto con il Consiglio e la Commissione europea. 

Questa mattina i deputati hanno discusso l'approccio migliore per affrontare la minaccia del terrorismo. Nel corso del dibattito di giovedì mattina, i deputati hanno sottolineato l'importanza dello scambio di informazioni, nonché la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere, invitando gli Stati membri a intensificare la collaborazione interna.

"A giudicare dagli eventi recenti, la minaccia terroristica sembra essere in aumento nell'Unione europea, ma anche nei paesi vicini ed oltre" ha dichiarato il ministro degli Esteri olandese Bert Koenders, parlando a nome del Consiglio.

Maggiore cooperazione

Gli Stati membri devono collaborare tra loro e con i paesi al di fuori dell'UE, al fine di combattere il terrorismo, hanno sottolineato molti deputati.

Koenders ha ricordato che la condivisione delle informazioni e la cooperazione erano già priorità del Consiglio citando l'accordo provvisorio sui dati personali dei passeggeri (PNR) come esempio: "L'accordo sulla direttiva del PNR sosterrà la polizia e le agenzie di intelligence per rintracciare possibili terroristi e criminali attraverso l'accesso ai dati dei passeggeri".

Dimitris Avramopoulos, il commissario per l'Immigrazione e gli affari interni, ha detto: "[Gli Stati membri] devono fidarsi maggiormente l'uno dell'altro, condividere più informazioni tra di loro e anche con Europol. Le minacce che dobbiamo affrontare sono numerose, e il nostro approccio alle minacce deve essere comune. Questo non è un concorso: se cooperiamo, saremo più forti".

Jan Philipp Albrecht (Verdi, Germania) ha invitato gli Stati membri a prendersi le proprie responsabilità: "Gli Stati membri hanno bloccato molte misure per impostare standard comuni in materia di procedimenti penali per lottare contro la criminalità organizzata e il terrorismo, soprattutto sulla condivisione delle informazioni tra le istituzioni e le autorità degli Stati membri ed Europol o ad altre agenzie a livello europeo".


"Personalmente, posso dirvi che non sono soddisfatto della maniera che abbiamo di collaborare oggi. Purtroppo la maggior parte degli Stati membri non condividono le informazioni più importanti" ha aggiunto Avramopoulos.

Angel Dzhambazki (ECR, Bulgaria) ha sottolineato il ruolo svolto dai paesi extra europei: "Purtroppo, abbiamo sottovalutato le organizzazioni terroristiche e la radicalizzazione. Il multiculturalismo è fallito e molti paesi mantengono delle politiche piuttosto avventate verso paesi come la Turchia, l'Arabia saudita e il Qatar, paesi che sostengono le organizzazioni terroristiche. È ora di mettere fine a tutto questo".

Immigrazione

Nel corso dell'ultimo anno, un numero senza precedenti di migranti hanno cercato rifugio in l'Europa spingendo molti paesi a reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere all'interno della zona Schengen. Alcuni temono che i terroristi potrebbero utilizzare la crisi migratoria per entrare in Europa.

Elissavet Vozemberg-Vrionidi (PPE, Grecia) ha ricordato l'importanza di non confondere l'immigrazione con il terrorismo: "Si tratta di due fenomeni che non possono essere collegati".

Steven Woolfe (EFDD, Regno Unito) ha detto che la maggior parte dei migranti è venuta in Europa per motivi economici e per fuggire dal terrorismo.

Vicky Maeijer (ENF, Paesi Bassi) ha sottolineato l'importanza dei controlli alle frontiere:
"Se vogliamo proteggere i cittadini europei dobbiamo accettare che l'unica soluzione è chiudere i confini nazionali e rimandare tutti i richiedenti asilo".

Lampros Fountoulis, deputato non iscritto greco, ha aggiunto: "I paesi europei hanno aperto le strade dell'Europa al terrorismo. Stiamo assistendo a fenomeni di razzismo. Abbiamo bisogno di trovare nuovi modi per affrontare i terroristi".

Necessità di misure equilibrate

Anche se i deputati si sono espressi a favore di misure per contrastare il terrorismo, molti hanno sottolineato l'importanza di farlo in maniera equa ed equilibrata.


Secondo Birgit Sippel (S&D, Germania) è necessaria una definizione a livello europeo degli atti terroristici e di altre forme di criminalità: "Dobbiamo garantire delle procedure giuste, in modo che i casi non vengano archiviati per mancanza di prove. Dobbiamo prevenire e perseguire".

Petr Ježek (ALDE, Repubblica Ceca) ha chiesto misure per promuovere la sicurezza interna ed esterna: "Naturalmente, queste misure dovrebbero essere efficaci, ma non eccessive".


Inês Cristina Zuber (Sinistra Unita, Portogallo) ha avvertito che le misure adottate per

combattere il terrorismo potrebbero minare la libertà dei cittadini: "Sono parte integrante della militarizzazione e della guerra che portano al razzismo e alla xenofobia".