Rachida Dati sulla radicalizzazione dei cittadini europei: "È necessaria una risposta veramente europea" 

 
 

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La deputata francese di centro destra Rachida Dati. 

Si stima che circa 5.000 cittadini europei abbiano integrato le organizzazioni terroristiche che combattono in Iraq e in Siria. I combattenti stranieri rappresentano una sfida per i governi in tutta l'UE: oggi i deputati della commissione per le Libertà civili voteranno un rapporto sulla prevenzione della radicalizzazione e il reclutamento dei cittadini europei da parte di organizzazioni terroristiche. Abbiamo incontrato Rachida Dati, deputata del PPE francese responsabile della relazione.

La lotta al terrorismo rimane una competenza essenziale degli Stati membri. Perché oggi c'è bisogno di un approccio europeo?

Rachida Dati - Negli ultimi due anni, gli attacchi terroristici effettuati dai cittadini europei "radicalizzati" hanno avuto luogo in un certo numero di paesi. Ci sono focolai di europei radicalizzati in tutta l'Unione e, grazie allo spazio Schengen, i cittadini dell'UE possono viaggiare liberamente.

Siamo di fronte a una minaccia che ha un impatto su tutti noi, e questo è il motivo per cui è necessaria una risposta veramente europea. Non significa necessariamente un minor numero di competenze per gli Stati membri, ma semplicemente più coordinamento e collaborazione.

La vostra relazione affronta la prevenzione della radicalizzazione, quali sono le misure che proponete?

Rachida Dati - Per molto tempo le nostre politiche non sono state proattive. Abbiamo bisogno di essere lungimiranti, combattere le idee dei terroristi su internet, richiedere ai giganti di internet di eliminare i contenuti illegali, isolare i detenuti radicalizzati nelle carceri, rafforzare il dialogo tra le varie comunità religiose, impedire la radicalizzazione attraverso l'istruzione e la lotta contro il terrorismo, bloccare i canali di finanziamento garantendo una maggiore trasparenza sui flussi finanziari esteri.

Secondo la relazione, internet è uno dei canali principali di radicalizzazione. Sappiamo che molti dati personali sono stati già raccolti on line: dovremmo continuare su questa direzione?

Rachida Dati - Non si tratta di adottare nuove misure di sorveglianza, ma piuttisto di una adeguata realizzazione di quelle già esistenti, in particolare scambiando le informazioni che abbiamo con i nostri partner europei.

Il problema più grande rispetto a internet è la pubblicazione e la proliferazione di contenuti illegali. I giganti di internet devono accettare le loro responsabilità. Qualora si rifiutino di collaborare o mostrarsi disposti, propongo di prevedere delle azioni penali nei loro confronti.

Segui il voto in commissione in diretta lunedì 19 ottobre dalle ore 17:30. Se la relazione, che sarà oggetto di una votazione plenaria da parte di tutti i deputati.