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infographic illustration on benefits of closer cooperationon defence at EU level        
IT_defence 

Un maggiore coordinamento delle risorse militari nazionali avrebbe effetti positivi sul sistema di difesa comune europeo. La cooperazione tra le capitali Ue in materia di difesa è spesso occasionale. I tempi, però, stanno cambiando e le sfide che minacciano il continente stanno spingendo i Paesi europei a cambiare il proprio approccio.

Nel 2016 il Parlamento Ue, solo o insieme alla Nato, ha approvato un ampio numero di iniziative volte a definire il ventaglio di opportunità per una nuova cooperazione militare tra i Paesi membri. Per gli eurodeputati il primo e unico vero ostacolo alla creazione di un efficace e coordinato sistema di difesa a livello comunitario resta la volontà politica nazionale. Gli strumenti legali, infatti, esistono già e sono stati elencati all’interno del Trattato di Lisbona. “Non stiamo cercando di militarizzare l’Europa” ha chiarito il deputato tedesco Michael Galher nel corso del dibattito in plenaria del 15 marzo durante il quale ha presentato il rapporto sullo stato delle attuali possibilità per la politica di sicurezza e difesa.


“Una maggiore integrazione a livello di difesa avrebbe grandi vantaggi operazionali” ha chiarito anche il co-relatore Esteban Gonzàlez “Gli Stati membri sarebbero in grado di avviare progetti che soli non sarebbero stati in grado di fare" ha aggiunto Gonzàlez.

Spendere di più, ma in modo efficace

La spesa militare è diminuita drasticamente in tutti i Paesi membri soprattutto a seguito della crisi economica del 2008. Al momento si assiste a una lenta ripresa degli investimenti in questo settore. Degli attuali 28 Stati membri soltanto 14 hanno riaumentato la spesa militare a partire dal 2014. Tre di questi, Regno Unito, Germania e Francia, da soli rappresentano il 60% della spesa totale europea per la difesa.  Il primo Paese al mondo a spendere di più nel settore militare restano gli Stati Uniti, i cui investimenti rappresentano il doppio di quelli europei. Gli eurodeputati hanno chiesto ai Governi nazionali di devolvere il 2% del Pil alla difesa (al momento, però, soltanto Grecia, Estonia e Regno Unito lo fanno) e allo stesso tempo di  fare sistema delle proprie risorse, il mercato attuale della difesa appare troppo frammentato e quindi inefficace.  Proprio l’inefficacia è il punto sul quale il Parlamento Ue insiste  considerato che oggi l’efficacia della difesa Ue è pari al 10-15% di quella statunitense. Per gli eurodeputati il sistema di difesa Ue potrebbe essere facilitato dall’intervento della Commissione europea con la creazione di un’apposita agenzia per la difesa Ue.

 Mettere insieme le risorse militari

 

I Paesi Ue tendono a favorire l’industria militare nazionale, cosa che spiega il perché il mercato della difesa europeo è oggi così frammentato.  Come mostra la nostra infografica: in Europa esistono 154 tipologie diverse di mezzi armati e 17 tipi di veicoli corazzati. A questo va aggiunto anche che in assenza di un’economia di scala i prezzi a cui sono esposti i Paesi Ue sono tra i più alti a livello mondiale. Secondo studi recenti gli Stati membri potrebbero risparmiare fino al 30% dell’attuale spesa se mettessero insieme le risorse. Il denaro risparmiato potrebbe essere utilizzato in ricerca e sviluppo, altre due aree dove l’Europa è anche in ritardo rispetto agli Stati Uniti.

 Risorse per la difesa e per la sicurezza

Stanziare maggiori fondi per la difesa non si traduce immediatamente nella disponibilità di maggiori risorse per la sicurezza. Ci sono anche altri aspetti che vanno considerati, come ad esempio, la necessità di procedere allo sviluppo di una maggiore politica di cooperazione tra  Paesi europei e quelli di vicinato, ma anche l’adozione di nuove misure per prevenire importanti flussi migratori e sostenere l’ordine mondiale. Aspetti presi in considerazione dal Parlamento all’interno della strategia per il posizionamento globale dell’Ue.


Due terzi degli europei sono d’accordo

Il 66% degli europei vorrebbero che l’Unione europea facesse più in materia di difesa di quanto fa oggi.