Come fermare il terrorismo: quali sono le misure adottate dall’UE? Infografica  

 
 

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Per fermare il terrorismo bisogna contrastare i foreign fighters, tagliare le risorse finanziarie e rafforzare i controlli alle frontiere. Scopri di più sulle politiche UE su questo tema.

Gli attentati nelle grandi città europee hanno profondamente scosso i cittadini ed evidenziato i punti deboli delle nostre società. Il Parlamento europeo è impegnato nell’adozione di norme chiave per prevenire e contrastare il terrorismo.

La sicurezza è un tema che preoccupa molto i cittadini europei: l’80% di loro vorrebbe che l’UE facesse di più per combattere il terrorismo. Il terrorismo non ha confini e questo è ormai chiaro a tutti, cittadini e responsabili politici dell’UE. Dal 2015 c'è stato un aumento degli attacchi terroristici con motivazioni religiose.

Le misure messe in campo dall’UE per prevenire nuovi attacchi comprendono una vasta gamma di interventi tra cui: controlli più scrupolosi alle frontiere, maggiore cooperazione giudiziaria e di polizia per individuare i soggetti sospetti e perseguire i criminali, taglio dei finanziamenti al terrorismo, lotta alla criminalità organizzata e contrasto ai fenomeni di radicalizzazione.

Migliorare i controlli alle frontiere esterne dell’UE

Ad aprile 2017 sono stati introdotti dei controlli sistematici alle frontiere esterne dell’UE su tutti gli ingressi, anche di cittadini europei, per garantire la sicurezza dell’area Schengen.

Il 30 novembre 2017 il Parlamento europeo e i ministri dell’UE hanno stabilito un nuovo sistema di registrazione delle entrate e uscite per tenere traccia degli spostamenti dei cittadini non europei nell’area Schengen e velocizzare le procedure di controllo. Questi nuovi controlli alle frontiere esterne dell’UE dovrebbero diventare pienamente operative entro e non oltre il 2020.

Fermare i foreign fighters

Secondo i dati dell’Europol, almeno 7.800 cittadini europei provenienti da 24 stati membri sono andati nelle zone di combattimento in Siria e Iraq per unirsi ai gruppi terroristici di matrice jihadista. Il numero di spostamenti è calato, ma ci si aspetta un aumento dei combattenti “di ritorno” qualora lo Stato islamico (ISIS) venisse militarmente sconfitto o crollasse.

L’Europa ha realizzato una legislazione a livello europeo sul terrorismo per criminalizzare le azioni connesse al terrorismo, come addestramenti o spostamenti per scopi terroristici e supporto a tali viaggi. La sinergia tra queste norme e i nuovi controlli alle frontiere esterne contribuirà a contrastare il fenomeno dei foreign fighters.

Codice di prenotazione (PNR)

Le compagnie aeree che effettuano voli da fuori e dentro l’UE sono obbligati a fornire alle autorità nazionali le informazioni dei passeggeri, ad esempio nome, date del viaggio, itinerario e metodo di pagamento.

Le informazioni che provengono dal codice di prenotazione (dall’inglese Passenger Name Record – PNR) vengono utilizzate per prevenire, individuare, svolgere indagini e perseguire reati terroristici e crimini gravi. Ci sono voluti più di cinque anni di negoziati e il Parlamento europeo ha insistito per la protezione dei dati e per la tutela delle informazioni sensibili riguardo origine, stato di salute e orientamento religioso, politico e sessuale.

Per saperne di più sul codice di prenotazione (PNR)

Intensificare lo scambio di informazioni per combattere il crimine e il terrorismo


La persona responsabile dell’attentato al mercatino di Natale a Berlino nel 2016, che ha causato 12 vittime e più di 50 feriti, ha utilizzato diverse identità per eludere i controlli delle autorità di frontiera e delle forze dell’ordine. Questo e altri episodi simili sottolineano l’importanza di una efficace condivisione delle informazioni tra le autorità competenti degli stati membri (forze dell’ordine, autorità giudiziaria, intelligence).

L’Unione europea possiede già diversi database e sistemi di informazione per la gestione della sicurezza interna. Il Parlamento si sta attualmente concentrando sulle regole per consentire l’interoperabilità dei database e permettere di effettuare consultazioni simultanee di sistemi differenti.

L’Europol, agenzia dell’UE incaricata dell’applicazione della legge, sostiene lo scambio delle informazioni tra le forze dell’ordine nazionali in qualità di centro di informazione penale dell’UE. A maggio del 2016 il Parlamento europeo ha deciso di dotare l’Europol di maggiori poteri per intensificare la lotta al terrorismo e istituire delle unità speciali come il Centro europeo antiterrorismo inaugurato il 25 gennaio 2016.

Tagliare i finanziamenti al terrorismo

Un modo efficace per fermare il terrorismo è tagliare le fonti di finanziamento e le risorse logistiche. Il Parlamento europeo chiede che i paesi dell’UE traccino le operazioni finanziarie sospette e gli enti di beneficienza e che controllino il traffico di petrolio, sigarette, oro, pietre preziose e opere d’arte.

Gli eurodeputati hanno completato l’ultimo aggiornamento della direttiva antiriciclaggio che inasprisce le regole per le piattaforme di valute virtuali e carte di credito anonime prepagate.

Gli eurodeputati sono anche riusciti a garantire delle risorse aggiuntive al bilancio dell’UE per il 2018 per combattere meglio il terrorismo e il crimine organizzato. La Commissione europea ha di recente stabilito un osservatorio sulla blockchain, sulla scorta della richiesta del Parlamento riguardo il controllo delle valute virtuali come il Bitcoin, per evitare che vengano usate nei finanziamenti al terrorismo.

Evitare ai civili l’accesso alle armi più pericolose

L’Unione europea fa tutto ciò che è in suo potere per evitare che le armi più pericolose finiscano nelle mani delle persone sbagliate. Con la revisione della direttiva sulle armi da fuoco si chiudono le scappatoie giuridiche che consentivano ai terroristi di utilizzare armi riconvertite come era stato fatto negli attentati di Parigi del 2015. La direttiva richiede che gli stati membri dispongano di un sistema di monitoraggio adeguato mantenendo pur sempre le eccezioni per cacciatori, musei e collezionisti.

Il Parlamento chiede anche che ci sia un maggiore controllo nell’esportazione di armi e che venga stabilito un embargo sulle esportazioni di armi in Arabia Saudita.

Prevenire la radicalizzazione

La maggior parte degli attentati in Europa è stata commessa da persone cresciute in Europa. Il Parlamento ha proposto quindi delle misure per combattere i fenomeni di radicalizzazione ed estremismo negli istituti penitenziari, online e attraverso l’educazione e l’inclusione sociale.

Il valore aggiunto dell’UE

Sebbene l’anti-terrorismo rientri in gran parte nelle competenze nazionali, il livello europeo è il principale forum per la cooperazione tra gli stati membri nella lotta al terrorismo.

 

Gli eurodeputati prendono le decisioni su importanti leggi per la lotta al terrorismo al pari dei ministri dell’UE. Generalmente, il Parlamento europeo si assicura che vengano rispettati i diritti fondamentali e la protezione delle informazioni, particolarmente necessari in un contesto fatto di politiche guidate dalla crisi e fretta di agire.

 

La strategia UE sulla lotta al terrorismo si articola in quattro elementi: prevenire, proteggere, perseguire e rispondere. La Commissione europea per la sua proposta ricalca la struttura dell’agenda europea per la sicurezza 2015-2020 e ha lo scopo di facilitare la cooperazione tra gli stati membri nella lotta al terrorismo, al crimine organizzato e alla criminalità informatica.

 

Negli ultimi anni sono state adottate diverse politiche europee per la lotta al terrorismo e oggi il sistema prevede molti soggetti, un'infinità di strategie e, di conseguenza, sovrapposizioni. Il Parlamento europeo ha stabilito una commissione speciale che suggerisca i modi per migliorare l’efficienza e l’efficacia della risposta europea al terrorismo.