Riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo nell’UE: norme più severe  

 
 

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L’UE aggiorna la legislazione contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo per aumentare la trasparenza e adeguarsi ai recenti sviluppi tecnologici

Durante la plenaria di aprile il Parlamento europeo vota il quinto aggiornamento della direttiva dell’UE contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. La nuova direttiva contribuisce a prevenire l’uso del sistema finanziario europeo per finanziare le attività criminali e  rafforzare la trasparenza ed evitare l’occultamento su larga scala dei fondi.

Gli autori della relazione, il deputato lettone Krišjānis Kariņš del Partito popolare europeo, e Judith Sargentini, deputata olandese dei Verdi, spiegano le nuove regole in un’intervista.

Terrorism financing interview 

Più trasparenza

 

Le nuove norme rendono più trasparenti le informazioni sulla proprietà delle società e dei fondi fiduciari. Fino ad ora i registri dei beneficiari delle società erano accessibili solamente da coloro che potevano dimostrare l’esistenza di un interesse legittimo, come giornalisti e organizzazioni non governative. Da oggi sono invece aperti a tutti. I registri sono anche collegati tra loro, per facilitare la cooperazione tra stati membri. La nuova legislazione introduce anche i registri dei titolari effettivi dei fondi fiduciari, accessibili sulla base di interessi legittimi, e dei conti bancari e delle cassette di sicurezza, consultabili dalle autorità pubbliche. Ad esempio, se l’”Europol fosse in cerca di un criminale in uno degli stati membri, potrebbe vedere in quali altri paesi questa persona possiede dei conti”, ha spiegato Kariņš.

 

“L’obiettivo è tenere il denaro sporco fuori dal sistema bancario europeo. Le banche devono sapere chi c’è dietro ogni conto. Ci sono due problemi con il denaro sporco: il primo è che distrugge l’economia, il secondo è che può servire a finanziare il terrorismo”, ha affermato Kariņš. “Abbiamo messo in chiaro che sarà difficile fare affari in Europa se non si ha intenzione di mostrare a chi appartiene il conto”, ha affermato Sargentini.

Fonti di finanziamento per i terroristi

 

“Le fonti sono molte.  Si tratta di attività illecite, denaro che proviene dal mercato nero, commercio di beni illegali, armi, traffico di persone. Questi soldi entrano nel sistema bancario europeo e vengono ripuliti”, ha commentato Kariņš. Sargentini ricorda tuttavia che “specialmente in Europa, il terrorismo si può fare con pochi mezzi, basta noleggiare una macchina, magari rubarla, e buttarsi sulla folla, non servono soldi”.

 

Carte prepagate e valute virtuali

 

La soglia per poter identificare il titolare delle carte di credito anonime è stata abbassata da €250 a €150. Sargentini ha fatto notare l’importanza di questo cambiamento per gli stati membri: “le autorità francesi hanno insistito, dicendo che le auto a noleggio utilizzate negli attacchi in Francia erano state pagate con carte di credito anonime”.

 

Le nuove regole prevedono il controllo dell’identità dei clienti da parte delle piattaforme di scambio delle monete virtuali, come il bitcoin, e dei prestatori di servizi di custodia dei portafogli digitali, per porre fine all’anonimato associato a tali scambi. Sargentini ha spiegato che “Noi oggi stabiliamo che i gestori delle piattaforme e coloro che tengono i bitcoin nel portafoglio devono conoscere i propri clienti come fanno le banche. È abbastanza rivoluzionario”.

Fino ad oggi queste regole si applicavano solo a banche, notai, case da gioco, mercanti d’arte e via dicendo. Si chiamano soggetti obbligati, obbligati cioè a controllare la provenienza del denaro che ricevono.

 

Kariņš ha spiegato che i titolari di valute virtuali devono convertirle in euro qualora abbiano intenzione di comprare qualcosa. “Questo è il momento in cui le valute virtuali entrano nel sistema bancario europeo ed è proprio qui che vogliamo che le banche chiedano l’identità del cliente e la provenienza del denaro [virtuale]”, ha aggiunto Kariņš.

 

Cittadini e società

 

Lo scopo della legislazione è mettere fine al finanziamento delle attività criminali senza ostacolare il normale funzionamento dei mercati finanziari e dei sistemi di pagamento come le carte di debito prepagate. “L’obiettivo è creare problemi ai criminali, non ai comuni e onesti cittadini europei”, afferma Kariņš. “Non vogliamo spingere le persone a tornare ad usare il denaro contante, vogliamo portare le persone al sistema digitale”, ha concluso Sargentini.

 

I prossimi passi

 

Giovedì 19 aprile 2018, durante la seduta plenaria, è prevista la votazione sul testo finale della direttiva, che ha già ottenuto il consenso informale da parte del Parlamento e del Consiglio a dicembre 2017. Dopo l’entrata in vigore della direttiva, gli stati membri hanno tempo 18 mesi per conformarvisi.