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Oltre l’80% dei cittadini europei ha una connessione internet e il numero dei dispositivi connessi è in continuo aumento: cosa significa per la sicurezza? Se ne occupa il PE

Dal 2020 la maggior parte delle interazioni digitali sarà di tipo macchina a macchina a causa dei miliardi di dispositivi “Internet delle cose”. Cresce anche la complessità e la sofisticazione del crimine informatico e né i governi, né l’industria possono affrontare da soli questa minaccia e assicurare un alto livello di sicurezza informatica. Informazioni più dettagliate sui diversi tipi di minacce informatiche nella nostra infografica.

Allarga l'immagine: Le minacce più frequenti alla sicurezza informatica, cosa sono e quali danni provocano. 
Le minacce più frequenti alla sicurezza informatica, cosa sono e quali danni provocano.        
Quali sono le minacce più frequenti, come si presentano e quali danno arrecano. 

Martedì 12 marzo il Parlamento europeo ha approvato l’Atto sulla sicurezza informatica per migliorare la risposta europea alle sempre più numerose minacce informatiche, rafforzando il ruolo dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA, dall’inglese European Union Agency for Network and Information Security) e stabilendo una procedura comune di certificazione per la sicurezza informatica.

“Sono due i problemi che vogliamo affrontare nello specifico. Il primo riguarda l’aumento del numero di attacchi alle nostre infrastrutture critiche, che coinvolgono gli ambiti della nostra vita quotidiana - come l’elettricità, le comunicazioni e l’acqua. Il secondo è invece legato all’aumento del numero di dispositivi dell’Internet delle cose e la mancanza di fiducia degli utenti nella sicurezza e nella privacy dei loro dispositivi”, ha dichiarato l’eurodeputata tedesca responsabile dell’Atto, Angelika Niebler, membro del Partito popolare europeo.

L’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione riceverà più risorse finanziarie e umane, inoltre sarà intensificata la cooperazione sulla sicurezza informatica fra gli stati membri. Sono previste delle certificazioni standardizzate per l’attrezzatura informatica in Europa; inizialmente le certificazioni saranno volontarie, ma la Commissione valuterà come e in che misura rendere obbligatorio questo requisito a partire dal 2023.

In un mondo sempre più connesso, per accrescere la protezione degli utenti bisogna dare loro un migliore accesso alle informazioni. Stando al recente sondaggio dell’Eurobarometro, l’87% dei cittadini europei considera che la lotta al crimine informatico è una sfida importante per la sicurezza interna dell’UE, mentre la maggior parte di loro ha paura di poter essere vittima di un attacco informatico. Se le nuove norme diventassero effettive, gli utenti avrebbero consigli sulle modalità più sicure di configurazione e manutenzione dei dispositivi, sulla disponibilità e la durata degli aggiornamenti e sulle vulnerabilità note.

“L’attacco informatico del 2017 “WannaCry”, che ha paralizzato nello stesso momento oltre 200mila sistemi IT in Europa, ha mostrato che c’è bisogno di iniziative europee per aumentare la sicurezza informatica. Con l’Atto sulla sicurezza informatica, abbiamo gettato le basi per questa strada. L’Europa potrebbe diventare presto una forza trainante per la sicurezza informatica”, ha aggiunto Niebler.