Rifugiati siriani: i deputati discutono la soluzione migliore per risolvere la crisi 

 
 

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I deputati in plenaria a confronto con il Presidnete della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e del Consiglio, Donald Tusk. 

I deputati hanno invitato gli Stati membri a investirsi maggiormente per affrontare la crisi dei rifugiati nel corso di un dibattito sull'immigrazione martedì. Il dibattito si è concentrato sulle conclusioni del Consiglio europeo informale del 23 settembre, durante il quale i governi nazionali hanno voluto aumentare i finanziamenti e il sostegno ai paesi europei alle frontiere esterne dell'UE, ai paesi vicini e alle agenzie che si occupano dei rifugiati siriani.

"Centinaia di migliaia di rifugiati si dirigono verso l'Europa, perché sanno che la nostra comunità è la più aperta e tollerante di tutti". "È nostro dovere assistere i rifugiati, nonché proteggere le frontiere esterne dell'Unione europea" ha indicato Donald Tusk, il presidente del Consiglio europeo. "La priorità oggi è il ripristino del controllo alle frontiere esterne dell'UE come condizione sine qua non di una politica migratoria efficace, umanitaria e sicura" ha aggiunto.


Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, ha dichiarato: "Non possiamo solo concentrarci su noi stessi. Dobbiamo essere attenti alle questioni che ci riguardano nella periferia dell'Europa. La Turchia e l'Unione europea devono camminare insieme in questa direzione. Dobbiamo aiutare le persone sfortunate che arrivano sulle nostre coste". Juncker ha inoltre richiamato l'attenzione sul ruolo del Parlamento nella crisi dei rifugiati: "Il Parlamento europeo ha dato il via libera per una distribuzione equa dei rifugiati, forzando il Consiglio a fare la stessa cosa. Oggi sono estremamente grato a lei, Presidente, e ai deputati del Parlamento per aver reagito così in fretta".

"Rispetto all'immigrazione, i cittadini europei non sanno cosa pensera e abbiamo bisogno di mostrare loro che siamo in grado di trovare le risposte" ha detto deputato tedesco del PPE Manfred Weber. "Non abbiamo bisogno di nuove idee, quello che dobbiamo fare è di implementare le idee già esistenti, questo è ciò che manca".

Il deputato italiano di centro sinistra Gianni Pittella ha detto: "Le barriere, l'egoismo, l'odio sono risposte negative e dimostrano che non siamo in grado di gestire e risolvere i problemi. Andiamo avanti senza mettere in pericolo l'anima o addirittura il futuro dell'Europa".

Il deputato polacco Ryszard Antoni Legutko ha ricordato che l'Unione europea ha bisogno di un obiettivo a lungo termine: "Qual è l'obiettivo finale? Il Consiglio ha evocato i criteri culturali e sociali che dovevano essere presi in considerazione nelle politiche di immigrazione. Penso che sia importante. Temo, tuttavia, che gli europei vivano un forte tabù e inibizione rispetto alla questione dell'immigrazione, temo che non ci sia molta speranza per un scambio razionale".

Il deputato belga dell'ALDE Guy Verhofstadt ha invitato i governi ad affrontare la crisi dei rifugiati: "Siamo noi europei a subire le conseguenze: non sono i russi, né gli americani. Non stiamo prendendo tutte le iniziative necessarie a livello europeo, e al momento abbiamo anche tre opinioni diverse all'interno del Consiglio".

Il deputato spagnolo GUE/NGL Pablo Iglesias ha detto: "Credo che ci sia molta ipocrisia. La politica estera europea nel corso degli ultimi 15 anni non ha contribuito a risolvere le guerre e le crisi. investire maggiori risorse non sarà abbastanza credo... dobbiamo mostrare meno ipocrisia nel trattare questi problemi".

Il deputato belga dei Verdi Philippe Lamberts, ha dichiarato: "I dittatori e coloro che non accolgono i rifugiati non dovrebbe darci lezioni di democrazia". Ha aggiunto: "L'Unione europea rappresenta il 23,7% del reddito nazionale lordo mondiale. I 160.000 rifugiati che il Consiglio ha deciso di distribuire rappresentano lo 0,2% dei rifugiati del mondo: penso che l'Unione europea potrebbe fare di meglio".

Il deputato italiano EFDD Fabio Massimo Castaldo ha sostenuto che l'approccio degli Stati membri alla crisi è stato "il segno di una crisi interna (...) che crea barriere interne e minaccia la stabilità e la solidarietà di tutti".


Il deputato francese ENF Louis Aliot ha detto: "Sì, abbiamo bisogno di assistere i paesi in prima linea, i nostri amici italiani e ungheresi. Ma non dobbiamo stigmatizzare Orbán in Ungheria che sta facendo del suo meglio per affrontare la crisi".

Konstantinos Papadakis, un deputato greco non iscritto, ha detto: "I rifugiati e gli immigrati dovrebbero essere condotti dai loro punti di entrata verso la loro destinazione finale da parte dell'Unione europea e delle Nazioni Unite".