Quarto Parlamento europeo delle persone con disabilità. Una questione di diritti 

 
 

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Il Parlamento sostiene l’inclusione attiva e una vera e piena partecipazione dei disabili nella società. Ospita oggi 6 dicembre il Quarto Parlamento europeo delle persone con disabilità

Mercoledì 6 dicembre il Parlamento, in cooperazione con il Forum europeo della disabilità, organizza il "Quarto Parlamento europeo delle persone con disabilità".

In vista dell'evento, il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha ricordato che "l'inclusione è un valore fondante dell’Unione europea. Il nostro modello di economia sociale di mercato non deve lasciare indietro nessuno. Ma dobbiamo anche rafforzare questo impegno: la disabilità deve essere tra le priorità della nostra agenda.

Il Parlamento si è sempre battuto per questo".

Il quarto Parlamento europeo delle persone con disabilità

Il quarto Parlamento europeo delle persone con disabilità  porta a Bruxelles centinaia di attivisti e delegati di organizzazioni da tutta Europa, parlamentari e rappresentati delle istituzioni UE per discutere la partecipazione dei disabili nella vita politica e pubblica. In particolare si discuterà del diritto di voto, della strategia 2020 per la disabilità e della messa in atto della Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità

Ecco il programma della giornata

La strategia europea sulla disabilità: una questione di diritti

Giovedì 30 novembre il Parlamento ha discusso e votato una relazione di iniziativa preparata dalla deputata belga Helga Stevens (Conservatori e riformisti) che esamina la messa in atto della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020. Ecco come ce ne ha parlato lei stessa:

L’obiettivo generale della Strategia è quello di creare un’Europa senza barriere per tutti. Affinché le persone con disabilità possano veramente sentirsi inclusi a tutti i livelli della società ci deve essere una promozione dell’accessibilità, la possibilità di partecipare in maniera uguale in tutte le aree della vita quotidiana, un tasso di occupazione più elevato e un’educazione inclusiva. Sono inoltre necessari un’assistenza medica adeguata e una protezione sociale rinforzata.

 

La Strategia sulla disabilità è stata adottata nel 2010 per mettere in pratica la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità. La Convenzione è un trattato sui diritti umani vincolante a livello internazionale.

 

Al centro della Strategia e della Convenzione ci sono i cittadini che vivono con una disabilità: devono essere in condizione di esercitare i propri diritti come tutti. L’Unione e gli stati membri sono tenuti a mettere in pratica gli obiettivi della Convenzione delle Nazioni unite. Tutte le leggi UE, esistenti o future devono essere linea con la Convenzione.

 

La situazione della disabilità in Europa

Nell’Unione fra le persone di 15 anni o più quasi una persona su sei vive con una disabilità. Con l’invecchiamento della popolazione questi numeri sono destinati a salire. Ricordiamo che il tasso di povertà per i disabili è il 70% più alto rispetto alla media della popolazione. Allo stesso tempo i disabili devono sostenere spese maggiori, spesso guadagnano meno e sono più spesso vittime della disoccupazione.

 

C’è anche un problema di discriminazione, di pregiudizi e di barriere che impediscono alla persona disabile di partecipare come potrebbe alla società e all’economia.

 

La posizione del Parlamento europeo

Nella relazione i parlamentari sottolineano che le persone disabili hanno diritto a un trattamento uguale e al raggiungimento dell’autonomia. Ci sono ancora misure da mettere in pratica per permettere loro di esercitare propri diritti e migliorare le condizioni di vita. Per questi gli eurodeputati chiedono un’adozione in tempi brevi di regole come l’Atto europeo sull’accessibilità

 

Helga Stevens ci racconta nell’intervista: “i governi considerano i disabili una questione di politica sociale. Vi faccio un esempio: un ministro dei trasporti o un ministro dell'istruzione dirà: ‘No, è una questione che riguarda gli affari sociali. E' quel ministro che deve occuparsene’. Ma la disabilità non è limitata a un solo settore. La disabilità tocca tutti gli ambiti della società”.

 

La relazione presentata da Stevens chiede che ci siano dei requisiti minimi di accessibilità per gli spazi pubblici. Un’altra raccomandazione è la presenza di percentuali minime di impiegati con disabilità nel settore pubblico e nel settore privato. L’educazione deve inoltre essere inclusiva e questo deve riguardare anche l’accessibilità a programmi europei quali l’Erasmus+.

Come ricorda Helga Stevens, le donne con disabilità sono discriminate due volte. Per questo la relazione chiede un’attenzione particolare per loro e per i bambini con disabilità. C’è bisogno anche di una piena accessibilità al numero di emergenza europeo 112.

 

Come si definisce la disabilità

Non c’è una definizione comune di disabilità a livello europeo. La Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità utilizza un concetto aperto (art.1.2):

 

Le persone con disabilità includono quanti hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri.