GDPR: privacy digitale, sei tu a decidere 

 
 

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Il regolamento generale sulla protezione dei dati è finalmente applicabile! Dal 25 maggio 2018 protegge i cittadini da violazioni di privacy e semplifica le regole per le imprese

Se hai provato almeno una volta a eliminare qualcuno dalla tua vita digitale o a cercare di cancellare il tuo primo tentativo di blog, sai di cosa stiamo parlando. Le fotografie si possono bruciare, i ricordi svanire, ma non è così semplice tagliare con il passato quando si tratta di un motore di ricerca o un account sui social media.

Secondo i dati della Commissione europea, soltanto il 15% delle persone ritiene di avere del tutto sotto controllo le informazioni condivise online. E il restante 85%? Ora i cittadini europei hanno a disposizione un nuovo strumento per gestire in modo sicuro la propria vita digitale: il Regolamento generale sulla protezione dei dati (dall’inglese GDPR, General Data Protection Regulation).

 

Il valore della privacy

 

“Il valore assegnato alla privacy non è diminuito e in particolare non fra i giovani. Loro comprendono l’importanza della protezione dei dati perché sono connessi con talmente tante persone che sentono la necessità di essere più forti per quanto riguarda privacy e controllo dei dati. Il GDPR lo rende più facile”, ha dichiarato Jan Philipp Albrecht, deputato tedesco dei Verdi che ha guidato la legislazione in Parlamento quando è stata adottata nel 2016.

 

Il Regolamento generale sulla protezione dei dati è la risposta dell’Unione europea alle sfide che incontriamo in una società basata sui dati. Il GDPR ha come obiettivo quello di migliorare da un lato la dimensione relativa al mercato interno e dall’altro la protezione dei cittadini, fornendo non solo maggiore controllo sulle informazioni personali ma anche coerenza giuridica per le imprese.

 

Che cosa si intende per dati personali?  
  • • Nome e cognome 
  • • Indirizzo di residenza 
  • • Indirizzo mail del tipo nome.cognome@società.com 
  • • numero di tesserino di riconoscimento 
  • • dati di posizione (ad esempio la funzione relativa ai dati di posizione in uno smartphone) 
  • • indirizzo del protocollo internet (indirizzo IP) 
  • • Cookie ID (sistema di memorizzazione credenziali di login) 
  • • Identificatore per la pubblicità del tuo telefono 
  • • Informazioni detenute da un ospedale o un medico che contengono elementi in grado di identificare una persona in modo univoco 

Controllo, trasparenza e responsabilità

 

Di recente il GDPR si è trovato al centro dell’attenzione internazionale a seguito delle segnalazioni secondo cui Cambridge Analitica, società di consulenza politica con sede nel Regno Unito, avrebbe ottenuto le informazioni di 87 milioni di utenti Facebook senza il loro consenso. Lo scandalo è stato argomento di discussione tra gli europarlamentari, ed è anche il motivo per il quale l’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg si è presentato il 22 maggio al Parlamento europeo per spiegare in che modo la sua azienda adempierà gli obblighi delle nuove regole.

 

“Al centro del GDPR ci sono tre principi importanti: controllo, trasparenza e responsabilità. Abbiamo sempre condiviso il principio di dare alle persone il controllo di quali informazioni condividono e con chi lo fanno.  Ora ci spingiamo ancora oltre per conformarci a queste nuove e severe regole. Stiamo rendendo disponibile agli utenti che usano Facebook in tutto il mondo lo stesso controllo e le stesse impostazioni”, ha dichiarato Zuckerberg.

 

La quantità di email inviate dalle aziende per chiedere ai cittadini l’autorizzazione a processare i loro dati personali non ha fatto passare inosservato l’avvicinarsi del 25 maggio. L’eurodeputato Albrecht è convinto che molte società faranno un ulteriore passo avanti e applicheranno le nuove regole in tutto il mondo, come promette Facebook.

 

“Molte società sono già sulla buona strada per adottare il GDPR come standard perché poi diventa anche più semplice per loro. Conformarsi agli standard europei più elevati significa non avere problemi in futuro per quanto riguarda la protezione dei dati ovunque nel mondo”, ha spiegato Albrecht durante l’intervista in diretta Facebook.

 

Maggiori informazioni sulle nuove regole disponibili nel video e nel comunicato stampa.