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Is gluten-free food the secret recipe behind Novak Djokovic's winning streak? Does food with added vitamins, antioxidants or bacteria make us healthier and...(read more) Facebook
Travelling, innovation, youth, solidarity, crisis, culture... What does Europe mean to you? Express it in a movie and win European Economic and Social...(read more) Facebook
Clouds over Budapest? Following Viktor Orbán's appearance in plenary last month, the situation in Hungary is still being discussed. Tomorrow, members of...(read more) Facebook
Ottanta milioni di europei, il 16% della popolazione, vivono in povertà. Cosa stanno facendo l'Unione europea e gli Stati membri? La prima conferenza annuale della nuova Piattaforma europea contro la povertà e l'emarginazione sociale, che si è tenuta a Cracovia in ottobre, ha cercato delle risposte. Questa settimana il parlamentare belga di centro sinistra Frédéric Daerden ne ha messo in luce i punti principali davanti ai membri della commissione per l'occupazione.
L'attuale modello di crescita economica ha aumentato la disuguaglianza nel mondo. E la crisi finanziaria non ha fatto altro che aggravare la situazione. Questa è l'analisi che il Direttore generale dell'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) Juan Somavia ha presentato davanti ai principali deputati del Parlamento europeo la settimana scorsa a Strasburgo.
Le banche e le borse internazionali sono state le protagoniste della crisi sulle prime pagine di tutti i giornali. Ma senza fare rumore, la crisi economica ha anche aggravato la situazione dei senzatetto. I deputati hanno votato mercoledì 14 settembre una risoluzione per tentare di risolvere il problema a livello europeo.
Ben il 16% dei cittadini UE è affetto da qualche tipo di disabilità. Scarsa accessibilità ai servizi e mobilità limitata tolgono ai disabili la possibilità di essere parte attiva della società. Ma qualcuno ce l'ha fatta: malgrado la sordità, Ádám Kósa si è laureato, ha lavorato da avvocato ed è diventato il primo eurodeputato sordo della storia. Adesso sta cercando di aprire la strada ad altri.
Le conseguenze della crisi si sono sentite in tutti i settori, e uno dei dati più emblematici è l'aumento delle imprese insolventi. L'UE in tali evenienze protegge i lavoratori, obbligando gli Stati membri a compensare gli stipendi arretrati. Ma è sufficiente? In un'audizione mercoledì scorso i deputati hanno valutato la possibilità di apportare modifiche alla legge in vigore per tutelare ulteriormente i dipendenti.
Sta aumentando il numero di madri sole. Divorziate, vedove, teenager e altre madri single si trovano a volte in situazioni che potrebbero portarle a condizioni di povertà e esclusione sociale. Ne hanno parlato con alcuni esperti il 31 gennaio i deputati della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere.
Quasi 85 milioni di cittadini europei vivono sotto la soglia di povertà e la crisi economica non ha certo migliorato la situazione. Ma cosa può fare l'Europa? Deputati e esperti del settore ne hanno discusso in Parlamento con persone in condizioni di povertà arrivate da diversi Stati membri per l'Agorà dei cittadini il 27 e 28 gennaio. Guarda le immagini dell'incontro.
Sono circa 100 milioni gli europei che dedicano parte del loro tempo al volontariato e quest'anno l'Europa ha deciso di rivolgere a questa preziosa risorsa un'attenzione speciale. Con il 2011 si è aperto "l'Anno europeo del volontariato", con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sull'importanza di fare qualcosa per gli altri.
Nascere, sposarsi, farsi una famiglia, qualche volta divorziare e morire sono spesso le esperienze emotive più importanti della nostra vita. Ma sono anche materie legali, regolate da leggi e pratiche sviluppate nel corso dei secoli. E con la sempre maggiore facilità a spostarsi di paese in paese le regole dei singoli Stati sono spesso troppo diverse le une dalle altre.
Di posti di lavoro "verdi" ormai si parla spesso, e come se fossero la panacea di tutti i mali: risolverebbero i problemi di occupazione, contribuendo al tempo stesso alla lotta ai cambiamenti climatici. Anche l'UE ne ha fatto un cavallo di battaglia, tanto che si tratta di un pilastro della strategia EU2020 per la crescita e l'occupazione. Ma di che si tratta davvero, e quanti nuovi posti di lavoro potrebbe creare la "rivoluzione verde"? Lo abbiamo chiesto a una deputata che la sa lunga…