They have already stopped the world in its tracks once - and they didn't need an army to do it. Lucky for them, as they don't have one. Who are we talking...(read more) Facebook
After the pyramids: democracy, the next wonder of the world in the Nile delta? "There has recently been the best election in modern times in Egypt but the...(read more) Facebook
Is gluten-free food the secret recipe behind Novak Djokovic's winning streak? Does food with added vitamins, antioxidants or bacteria make us healthier and...(read more) Facebook
Travelling, innovation, youth, solidarity, crisis, culture... What does Europe mean to you? Express it in a movie and win European Economic and Social...(read more) Facebook
A seguito dell'intervento del premier ungherese Viktor Orbán durante la plenaria di gennaio, questo giovedì la commissione parlamentare per le Libertà civili ha organizzato un'audizione pubblica per valutare la situazione dei diritti civili nel paese.
L'Unione europea deve continuare la lotta contro le violenze subite dalle donne e dai giovani. Il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissioni e agli Stati membri di investirsi maggiormente. Oggi il Parlamento europeo ha votato a favore di un rapporto che sostiene il programma Daphne, il solo programma europeo per la difesa delle donne, giovani e bambini.
L'Unione europea gioca un ruolo importante nei processi di pace. E in questi casi le donne dovrebbe essere più presenti durante i negoziati. Questa è stata una delle conclusioni del rapporto della deputata liberale rumena Norica Nicolai sulla situazione delle donne nelle zone di guerra. Il rapporto insiste anche sulla prevenzione e la riduzione delle violenze sessuali sulle donne.
È stato un dibattito pieno di emozione e energia quello avvenuto mercoledì nell'emiciclo. Dopo aver evocato con perplessità alcuni punti delle riforme volute dal premier ungherese, i capigruppo dei gruppi politici hanno evidenziato con grande preoccupazione l'indebolimento dei valori democratici in Ungheria. Il premier ungherese Orbàn ha risposto ai deputati che sarà possibile trovare una soluzione d'intesa.
La Tunisia è stato il primo paese a rivoltarsi e a chiedere delle elezioni democratiche, seguita da altre nazioni del nord Africa e del mondo arabo. Gi sviluppi e le sfide poste dalla Primavera araba, nome dato al movimento democratico che si è diffuso nel 2010, ha mostrato che la democrazia è un processo continuo e non deve essere mai dato per scontato.
Gli ultimi sei mesi sono stati frenetici per i parlamentari. Hanno negoziato il bilancio per il 2012 affrontando le preoccupazioni del Parlamento: crescita, innovazione e occupazione. Hanno impiegato molto tempo prima di decidere il bilancio per il 2014-2020, come anche la riforma della politica agricola. Inoltre il Parlamento ha sottolineato il cambiamento dei paesi arabi offrendo il premio Sakharov a cinque attivisti della Primavera araba.
La crisi economica e finanziaria esercita molta pressione sulle piccole e medie imprese tramite una diminuzione della domanda e l'utilizzo di pratiche scorrette per ottenere fondi. Anche per i lavoratori la situazione è peggiorata e la disoccupazione è continuo in aumento. Lunedì 21 novembre due cittadini hanno presentano i loro reclami alla commissione per le petizioni del Parlamento europeo in merito alle difficoltà affrontate dalle imprese e i licenziamenti collettivi.
Il mediatore europeo Nikiforos Diamandouros ha presentato il suo bilancio annuale per il 2010 durante la sessione plenaria a Strasburgo, il 27 ottobre. I deputati hanno applaudito il lavoro svolto, sottolineando con preoccupazione il numero crescente di denunce presentate contro la Commissione.
Il Premo Sakharov del Parlamento europeo per la libertà di pensiero 2011 è stato assegnato a 5 rappresentanti del popolo arabo per esprimere riconoscimento e sostegno alla loro lotta per la democrazia e per i diritti umani. Il premio sarà consegnato ai vincitori dal Presidente Jerzy Buzek durante una seduta solenne a Strasburgo il prossimo 14 dicembre.
Il deputato svedese della Sinistra Unita Mikael Gustafsson è il primo uomo a presiedere la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere. Un chiaro segnale che la protezione della parità dei sessi non è responsabilità esclusiva delle donne. Gustafsson crede fermamente nell'uguaglianza tra uomo e donna. E mette in pratica ciò che dice.