Accordi commerciali: su cosa sta lavorando l'UE 

 
 

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Gli accordi commerciali in fase di negoziazione 

Numerosi trattati sono in fase di negoziazione, ma entreranno in vigore solo dopo l’approvazione del Parlamento Europeo. Ecco una panoramica delle trattative in corso.

Gli accordi commerciali in vigore e quelli in attesa di firma 

Il 25 ottobre 2017 i deputati discutono dei prossimi accordi commerciali con Australia e Nuova Zelanda. Sono solo due degli accordi sui quali l’UE sta lavorando.

L'importanza degli accordi commerciali

Gli accordi commerciali sono un volano per la crescita economica e sono quindi molto importanti per l'Unione europea. Secondo i dati del 2015, l'Unione europea è il maggiore esportatore e importatore al mondo di beni e servizi. L'UE è responsabile per il 32,5% del commercio globale, gli Stati Uniti per il 12% e la Cina per il 10,7%.

Stipulare nuovi accordi commerciali signifca creare nuove opportunità per le aziende europee e quindi creare nuovi posti di lavoro, ampliare la scelta per i consumatori e abbassare i prezzi.

La preoccupazione che gli accordi commerciali possano portare la perdita di posti di lavoro a causa della competizione esiste fra i lavoratori europei, ma nei fatti questi accordi creano più posti di lavoro di quelli che eliminano. Un'altra preoccupazione riguarda il mantenimento degli alti standard di produzione, ad esempio di quella alimentare. Ma proprio perché l'Unione europea è un mercato tanto esteso, è nella migliore posizione per imporre i propri standard alle industrie straniere. Inoltre per gli eurodeputati gli standard di qualità sono un punto fermo in tutti gli accordi commerciali e tentativi di abbassarli condurrebbero a una probabile rifiuto dell'accordo da parte del Parlamento. I negoziatori europei spesso includono clausole sui diritti umani e sui diritti dei lavoratori che contribuiscono a migliorare le condizioni di vita e di lavoro nei paesi oggetto dell'accordo.

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Diverse tipologie di accordi

L'Unione europea ha accordi commerciali diversi a seconda dei paesi. In alcuni casi vengono ridotti o eliminati i dazi doganali, in altri è stata creata una vera e propria unione commerciale, che ha eliminato le tasse di frontiera o stabilito un’imposta doganale standard per le importazioni provenienti da quei paesi.

Non si tratta soltanto di dazi. L’attenzione è focalizzata anche sugli investimenti e sulla possibilità di risolvere le eventuali controversie in materia. Ad esempio: cosa potrebbe succedere se la decisione di un governo compromettesse gli investimenti di un’azienda in quel Paese? In più, i confini sono fondamentali per far rispettare le regole sui prodotti. Per citare un caso, l’Europa ha vietato certe tipologie di ormoni somministrati ai bovini nelle aziende biologiche per la possibilità che siano pericolosi per la salute ed è fondamentale impedire che queste carni entrino nel continente da paesi in cui sono autorizzati.

CETA - Accordo economico e commerciale globale con il Canada

L'accordo di libero cambio col Canada è l'ultimo a essere stato concluso. I negoziati per il CETA sono terminati a settembre 2014 e l'accordo è stato firmato il 30 ottobre 2016. Il Parlamento ha approvato l'accordo il 15 febbraio 2017 ed è adesso valido in maniera provvisoria.

TTIP - Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti

Un accordo doganale con gli Stati Uniti, il TTIP, si è rivelato problematico. In molti hanno espresso preoccupazione sulle differenze tra Europa e Stati Uniti riguardo agli standard dei prodotti e alla risoluzione di eventuali controversie sugli investimenti. I negoziati sono in stallo perché la nuova amministrazione statunitense sta ancora definendo la propria politca commerciale.

Accordi con paesi asiatici

L'UE e il Giappone hanno trovato un accordo sugli elementi di una partnership commerciale il 6 luglio 2017. Alcuni aspetti, quali la protezioni degli investimenti devono ancora essere negoziati. L'obiettivo è ora quello di arrivare a un testo finale entro la fine del 2017, che poi deve essere approvato dal Parlamento europeo e dai governi nazionali.

Non ci sono ancora negoziati su accordi di libero scambio con la Cina, ma sono in corso altri tipi di negoziati, come quello per un accordo UE-Cina sugli investimenti. Questo negoziato è iniziato a novembre 2013 e il dialogo più recente era previsto per il 9 ottobre 2017.

Sono in corso negoziati anche con:

  • Malesia (circa a metà strada, ma i problemi più difficili restano da risolvere)
  • Indonesia (i prossimi incontri avranno luogo nel primo trimestre del 2017)
  • Thailandia (ci sono stati quattro incontri ma non ne sono stati programmati altri)
  • Filippine (il prossimo incontro si terrà entro la fine dell'anno)
  • Birmania/Myanmar (sono già stati svolti quattro cicli di negoziati, ma nessun altro appuntamento è in programma)
  • India (nessuna trattativa al momento, ma continuano le discussioni sulle questioni in sospeso)

America latina

I negoziati con i paesi che fanno parte del mercato comune dell’America meridionale, Mercosur, cioè Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela, sono stati portati avanti con i dialoghi di Brasilia dal 2 al 6 ottobre 2017. Il quinto passaggio dei negoziati con il Messico ha avuto luogo a Bruxelles fra il 25 e il 29 settembre 2017.

Mediterraneo e Medio Oriente

Ci sono diversi accordi, in particolare con otto paesi, per aumentare i flussi di merci. Sul tavolo anche l’espansione di tali intese in altri settori come l’agricoltura e l’industria. Questi ultimi saranno da stabilire con trattative diverse per ciascun Paese.

Commercio di servizi

Infine, si sta discutendo anche sul TISA, l’accordo sugli scambi di servizi tra i 23 membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), di cui fa parte anche l’Ue. Gli stati aderenti all’organizzazione rappresentano il 70 per cento del commercio mondiale nel settore dei servizi. I negoziati sono fermi da autunno 2016 e i prossimi passi da compiere devono ancora essere determinati.

Il ruolo del Parlamento europeo

Dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2009, gli accordi commerciali hanno bisogno di approvazione da parte del Parlamento prima di entrare in vigore. La legislazione prevede, inoltre, che i deputati vengano regolarmente aggiornati sui progressi in corso durante i negoziati.

Il Parlamento si riserva di utilizzare il diritto di veto per questioni su cui ci siano preoccupazioni rilevanti, come ha già dimostrato in passato con il respingimento dell’accordo commerciale anticontraffazione (ACTA) del 2012.

Questo articolo è stato pubblicato il 19 ottobre 2016 e aggiornato il 24 ottobre 2017 includendo le informazioni più recenti sugli accordi.