Artico: per gli eurodeputati deve restare un’area a bassa tensione  

 
 

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Il Parlamento Ue ha approvato mercoledì a Strasburgo il rapporto relativo a una politica europea integrata per l’Artico. I cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature stanno causando lo scioglimento di circa 280 miliardi di tonnellate di ghiaccio l’anno, con conseguente impatto ambientale e apertura al commercio, al turismo e alla militarizzazione.

Con 483 voti a favore, 100 contrari e 37 astenuti gli eurodeputati hanno approvato la normativa per proteggere l’ecosistema unico e vulnerabile dell’Artico, vietando ogni tentativo di estrazione di gas e petrolio in questa area del mondo.


Secondo gli ultimi dati disponibili, infatti, le temperature nella zona Artica sono aumentate due volte di più della media mondiale. Rispetto ai livelli del 1981 i ghiacci artici si sono ritirati del 40% rispetto alla superficie occupata 35 anni fa.


Lo scioglimento dei ghiacci ha conseguenze dirette sull’ambiente. E’ stimato, infatti, che questo contribuisca all’innalzamento di almeno 50cm del livello del mare nel corso del XXI secolo.


Le ‘terre emerse’ dallo scioglimento progressivo dei ghiacci, inoltre, potrebbero aprire nuove strade per lo sfruttamento di nuove risorse naturali. In particolare gas e petrolio. Ma non solo, si aprirebbero nuove opportunità anche per il turismo internazionale e nuove strade per il commercio. Il passaggio di beni per l’Artico, infatti, significherebbe dimezzare i tempi del commercio tra Europa e Asia.


Se sulla carta questo scenario appare auspicabile e positivo, in realtà presenta in sé pericolose conseguenze geo-politiche. Non è fantascienza, infatti, immaginare un aumento della presenza militare russa e cinese nell’area con l’aumento degli interessi commerciali ed economici.


L’Artico è stato a lungo considerate un’area geografica segnata dalla forte cooperazione internazionale. E deve restare un’area a bassa tensione. Noi, eurodeputati, vogliamo che resti così. C’è un forte bisogno di impedire l’eccessiva militarizzazione dell’Artico e, inoltre, è necessario rispettare il diritto internazionale” ha ricordato Urmas Paet, co-relatore del rapporto del Parlamento Ue per una politica comunitaria integrata dell’Artico