Iran: eurodeputati criticano la decisione degli USA di ritirarsi dall’accordo sul nucleare  

 
 

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Il Parlamento lancia un appello all’UE per continuare a sostenere l’accordo sul nucleare iraniano che ha contribuito a ridimensionare la minaccia nucleare da parte dell’Iran.

L’alto rappresentante per gli affari esteri Federica Mogherini durante la discussione in plenaria 

A luglio del 2015 l’Iran ha firmato un accordo con Francia, Germania, Regno Unito, UE, Cina, Russia e Stati Uniti in cui si stabilisce il divieto per l’Iran di sviluppare armi nucleari. Sebbene l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (dall’inglese IAEA, International Atomic Energy Agency) abbia confermato 11 volte che l’Iran sta rispettando gli impegni sottoscritti, il Presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l’8 maggio il ritiro del suo paese dall’accordo. L’Unione europea continua a farne parte.

 

Il 12 giugno 2018 gli eurodeputati hanno discusso sull’impatto del ritiro degli Stati Uniti, decisione criticata da molti deputati.

 

L’alto rappresentante per gli affari esteri Federica Mogherini ha sottolineato che la posizione dell’UE a riguardo non è cambiata: “L’accordo sul nucleare rende l’Europa più sicura, impedisce una corsa agli armamenti nucleari nel Medio Oriente, porta vantaggi economici alla popolazione iraniana e apre nuovi preziosi, seppur difficili, canali diplomatici e di comunicazione”.

 

David McAllister, deputato tedesco del Partito popolare europeo, ha dichiarato: “Noi crediamo che questa sia la strada giusta per impedire che l’Iran diventi uno stato dotato di armi nucleari. Secondo le informazioni provenienti dall’IAEA ‘non ci sono chiari indizi riguardo al ripristino delle attività di arricchimento dell’Iran’. Pensiamo che sia grazie all’accordo ed è per questo che è così difficile per noi accettare le ragioni della decisione statunitense”.

 

Secondo l’eurodeputato dei Socialisti e democratici Victor Boştinaru dalla Romania “L’accordo è fondamentale per la non proliferazione delle armi nucleari e dovrebbe essere mantenuto il più a lungo possibile. Questa è una questione chiave per la pace e la sicurezza globale ed è nell’interesse di tutta la comunità internazionale, compresi Stati Uniti e Iran”.

 

Il deputato dal Regno Unito Charles Tannock dei Conservatori e riformisti europei ritiene che la firma dell’accordo sul nucleare iraniano sia stata una grande conquista: “Non possiamo permettere che un presidente consigliato male e contrario al multilateralismo distrugga un accordo che vuole garantire il mantenimento di un mondo più pacifico”.

La città di Yazd nell'Iran centrale 

Marietje Schaake, deputata olandese dei Democratici e liberali ha rimarcato quanto sia importante che l’UE prenda le proprie decisioni: “Semplicemente non possiamo accettare che Washington decida da quali sanzioni sono vincolate le società europee”.

 

Klaus Buchner, deputato tedesco dei Verdi ha affermato che “se l’Europa dovesse seguire la decisione del Presidente Trump e imporre nuovamente le sanzioni verso l’Iran, penso che l’Iran riprenderebbe la produzione di armi nucleari e inizierebbe una corsa agli armamenti nel Medio Oriente”.

 

La deputata tedesca Cornelia Ernst della Sinistra unitaria europea ha dichiarato: “Bisogna preservare questo trattato con l’Iran sulla questione del nucleare. Non possiamo consentire un'ulteriore escalation di tensione e conflitto nel Vicino Oriente”.

 

Fabio Castaldo, deputato italiano del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta, ha commentato: “Penso che la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi unilateralmente dall’accordo sia un errore storico. Sono assolutamente convinto che il nostro dovere sia fare il più possibile per difendere l’accordo. Nonostante gli strumenti per farlo forse non bastino”.

 

“Avremmo dovuto avere un piano B nell’eventualità che questo accordo collassasse improvvisamente”, ha affermato Mario Borghezio, deputato italiano del gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà. “Il fatto è che le grandi aziende nel settore automobilistico e petrolifero stanno lasciando l’Iran e questo è molto pericoloso, prima di tutto per l’Iran, e ha implicazioni geopolitiche e di sicurezza che comportano enormi pericoli per il resto del mondo”, ha aggiunto Borghezio.

Accordo sul nucleare iraniano 
  • >Riduzione delle scorte di uranio del 98% 
  • Divieto di arricchimento dell'uranio sopra il 3,67% 
  • Pieno accesso ai siti nucleari dichiarati e sospetti