Accesso diretto alla navigazione principale (Premi "Invio")
Accesso ai contenuti della pagina (premere "Invio")
Accesso diretto all'elenco degli altri siti web (Premi "Invio")

Siria: "La crisi ha il volto di un bambino"

Altro Articolo - Relazioni esterne19-12-2013 - 12:06
 
Daily new families come to the Beeka level in Lebanon, flee from war and destruction in neighboring Syria. Among them are always many children and young people. Different organizations try to offer the refugees a temporary home.  ©BELGA/DPA/M.Schmidt   Ogni giorno centinaia di siriani arrivano a Beeka, in Libano. Fuggono dalla guerra e dalla distruzione in Siria. Varie organizzazioni cercano di offrire un aiuto temporaneo ai rifugiati. ©BELGA/DPA/M.Schmidt

Una generazione di bambini siriani è a rischio e le possibilità di una ripresa del paese dopo il conflitto diminuiscono. Il 18 dicembre le commissioni per gli Affari esteri e lo Sviluppo del Parlamento europeo hanno organizzato un dibattito sull'aiuto alle vittime del conflitto in Siria, soprattutto i bambini. "Il vero rischio è quello di perdere una generazione di bambini siriani a causa dell'odio e della disperazione", ha detto Anthony Lake, direttore esecutivo dell'UNICEF.


Kristalina Georgieva, commissario per gli Aiuti umanitari, ha partecipato al dibattito. È stata anche l'occasione per i rappresentanti di numerose organizzazioni umanitarie di esprimere la loro opinione sul conflitto.


I partecipanti all'evento hanno condiviso gli ultimi aggiornamenti sul terreno, ma hanno anche discusso le priorità per gli aiuti umanitari e hanno evidenziato come la guerra stia colpendo in particolar modo i bambini. "La crisi ha il volto di un bambino", ha dichiarato la commissaria Georgieva.


Il dibattito è stato organizzato in vista della conferenza "Ginevra II" sulla Siria che si terrà in Svizzera il 22 e il 24 gennaio 2014.

RIF. : 20131218STO31335