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Il Parlamento sostiene il passaggio ai biocarburanti di seconda generazione

Tornata Comunicati stampa - Ambiente28-04-2015 - 13:38
 
Agriculture - Harvested grain corn and a flask of corn oil, used both as a cooking oil and a feedstock used for biodiesel   L'utilizzo di terreni agricoli per la produzione di biocarburanti riduce la superficie disponibile per le colture alimentari - ©BELGA/AGEFOTOSTOCK

Un progetto di legge per fissare un tetto massimo alla produzione di biocarburanti derivati da colture agricole e per accelerare il passaggio a fonti alternative è stato votato martedì dal Parlamento. Il piano mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG), derivanti dal crescente utilizzo di terreni agricoli per le colture impiegate per la produzione di biocarburanti.


"Siamo riusciti a finalizzare un dossier molto tecnico, tecnologico e ideologico", ha sottolineato l'eurodeputato Nils Torvalds (ALDE, FI), relatore della proposta, dopo che il Parlamento ha approvato la relazione. (Il progetto di legge era già stato concordato a livello informale da eurodeputati e ministri).


Torvalds si è tuttavia chiesto se la norma approvata sia abbastanza severa. "Avevamo obiettivi molto più alti, sia in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, sia di progresso tecnologico. Se l'Europa non avanza, si sarà lasciata indietro. Abbiamo anche il problema sistemico della minoranza di blocco in seno al Consiglio, che si sviluppa a volte in una dittatura della minoranza, con gli Stati membri che hanno paura del futuro", ha aggiunto il relatore.



Biocarburanti di prima generazione sotto esame


La normativa vigente impone agli Stati membri dell'UE di garantire che, entro il 2020, l'energia rinnovabile rappresenti almeno il 10% del consumo di energia totale nel settore dei trasporti. La nuova normativa stabilisce che:


  • I biocarburanti di prima generazione (derivati da colture su terreni agricoli) dovrebbero rappresentare entro il 2020 non oltre il 7% del consumo totale di energia nel settore dei trasporti;

  • i fornitori di combustibili devono riferire ai paesi dell'UE e alla Commissione europea il livello stimato di emissioni di gas serra, causate dal "cambiamento dell'uso indiretto del suolo" (ILUC), vale a dire liberando più colture per la coltivazione di cibo, in modo da compensare il passaggio alla produzione di biocarburante;

  • la Commissione deve riferire e pubblicare i dati sulle emissioni collegate all'ILUC;

  • la Commissione deve riferire al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri sulla possibilità di includere i valori relativi alle emissioni collegate all'ILUC nei criteri di sostenibilità già esistenti.

Promuovere i biocarburanti di seconda generazione


Gli Stati membri dovranno fissare, non più tardi di 18 mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva dell'UE, un obiettivo nazionale per la quota di biocarburanti di seconda generazione, per esempio quelli derivati da alcuni tipi di rifiuti, di residui e da nuove fonti come le alghe, nel consumo totale nel settore dei trasporti.


Prossime tappe


Gli Stati membri devono applicare la normativa entro il 2017.


Contesto


L'utilizzo di terreni agricoli per la produzione di biocarburanti riduce la superficie disponibile per le colture alimentari. Ciò si aggiunge alla necessità di liberare più terreno, per esempio attraverso la deforestazione, per produrre più cibo - un processo noto come il cambiamento di uso indiretto del suolo (IULC). La deforestazione aumenta però le emissioni di gas a effetto serra, che possono annullare una parte o, in certi casi, anche tutti gli effetti benefici dell'uso dei biocarburanti.


Procedura: codecisione, accordo in seconda lettura

RIF. : 20150424IPR45730
Aggiornato il: ( 28-04-2015 - 15:08)
 
 
Contatti
 
 
   
“Biocarburanti, una seconda possibilità?
 

Intervista interattiva con Nils Torvalds:

 
Differenza fra i biocarburanti di prima e seconda generazione
 

La maggior parte dei biocarburanti di prima generazione è prodotta a partire da zucchero di canna o colza

 
 

I biocarburanti di seconda generazione sono prodotti a partire da rifiuti o alghe