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Il Lussemburgo assume la Presidenza del Consiglio: le opinioni degli europarlamentari

Altro Articolo - Consiglio europeo / Istituzioni07-07-2015 - 16:11
 
LOGO_PRESIDENCE_2015_EN © eu2015lu.eu   Il logo della Presidenza del Lussemburgo

Dal 1 luglio la Presidenza del Consiglio dell'UE è nelle mani di uno dei più piccoli, ma più esperti Stati membri: il Lussemburgo. L'8 luglio gli eurodeputati terranno un dibattito in Plenaria sulle sfide della nuova presidenza: la crisi del debito greco, i flussi migratori nel Mediterraneo e la preparazione della conferenza sul cambiamento climatico di Parigi. Abbiamo intervistato tutti e sei i deputati del Lussemburgo per sapere la loro opinione sulle principali sfide della presidenza.


Frank Engel (Partito popolare europeo)

 

"Raramente, forse mai, la Presidenza del Lussemburgo ha dovuto affrontare delle sfide come quelle attuali: i flussi migratori nel Mediterraneo, la crisi greca, la rinegoziazione della Gran Bretagna. E come se non bastasse, l'economia europea è a corto d'investimenti e questo ha chiaramente un impatto negativo sulla crescita. Risolvere tutti questi problemi in sei mesi è impossibile. Tuttavia quello che il nostro paese può fare è gestire tutto ciò nella migliore maniera possibile, com'è nella tradizione della Presidenza lussemburghese".

 

Georges Bach (Partito popolare europeo)

 

"In quanto membro della commissione per i Trasporti credo sia importante finalizzare il Quarto pacchetto ferroviario con un risultato soddisfacente per i clienti, le aziende e i lavoratori. La crescita e l'occupazione sono sicuramente le priorità in campo sociale. Mi aspetto che delle misure concrete siano prese per migliorare l'occupazione giovanile e che delle proposte siano avanzate per combattere la disoccupazione di lunga durata e aumentare la quota delle donne nelle imprese e nell'amministrazione".


Viviane Reding (Partito popolare europeo)


"Solo mettendo in atto delle politiche coerenti e applicate da tutti gli stati membri saremo in grado di affrontare le sfide che abbiamo di fronte. Il Lussemburgo deve dare un nuovo impeto all'Europa. In termini economici, la creazione di un vero e proprio Mercato unico digitale, l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria e la conclusione di vari accordi commerciali possono essere fonti di crescita e di stabilità. In termini politici, la capacità di bilanciare le relazioni tra l'Europa e i suoi vicini nonché la risposta a delle eventuali minacce esterne dipenderanno dalla direzione che il Lussemburgo vorrà dare alla sua presidenza".


Mady Delvaux (Socialisti e Democratici)


"La questione migratoria sarà certamente la principale sfida che la presidenza lussemburghese dovrà affrontare. Abbiamo aperto le nostre frontiere interne, ora dobbiamo andare oltre, dobbiamo creare una politica comune in materia di asilo e migrazione. Il mercato digitale, i problemi energetici, l'innovazione a livello europeo sono le altre grandi sfide. Senza dimenticare le questioni spinose legate al TTIP e al LuxLeaks. L'Europa ha bisogno maggiore solidarietà. Abbiamo costruito un'unione economica, per quanto imperfetta, ora creiamo insieme un'Unione al servizio dei suoi cittadini".

 

Charles Goerens (Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa)


"È noto da tempo che la conferenza sul cambiamento climatico di Parigi sarà la sfida principale della presidenza lussemburghese. Dei progressi in materia fiscale e l'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici sono anche auspicabili. Il successo della Presidenza lussemburghese dipenderà anche dalla sua capacità di rendere l'Unione europea più coesa e coerente".


Claude Turmes (Verdi/ALE)   

"Dobbiamo mantenere il riscaldamento globale sotto i 2° C entro la fine di questo secolo. La presidenza lussemburghese dovrà ottenere da tutti gli Stati membri una posizione comune ambiziosa e dovrà guidare l'Unione europea nella conferenza di Parigi per trovare un accordo con i nostri partner mondiali. Un'altra sfida sarà l'Unione energetica. Il Lussemburgo ha l'esperienza per creare una forte cooperazione regionale, come abbiamo fatto con i nostri vicini belgi e olandesi all'interno del Benelux".


L'articolo è stato inizialmente pubblicato il 1 luglio.

RIF. : 20150630STO72122