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Stato dell'Unione 2015 - Juncker: la priorità deve essere la crisi dei rifugiati

Tornata Articolo - Istituzioni09-09-2015 - 14:35
 
European Commissioner President Jean-Claude Juncker during the SOTEU debate in the plenary chamber on Wednesday09/09/2015   Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker durante il dibattito SOTEU in plenaria mercoledì 9 settembre.

"Oggi la priorità è e deve essere la crisi dei rifugiati", ha dichiarato il presidente della Commission europea Jean-Claude Juncker durante il discorso sullo Stato dell'Unione davanti al Parlamento Europeo mercoledì 9 settembre. "L'UE deve affrontare l'immigrazione, la crisi economica e le guerre nei paesi vicini. Dobbiamo contribuire ad affrontare queste sfide", ha indicato Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, nel suo discorso di apertura.


"La lascio presentare le proposte per l'Unione europea, qui al Parlamento europeo, la casa della democrazia europea", ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz rivolgendosi al Presidente Juncker.

"Oggi la priorità è e deve essere la crisi dei rifugiati. [...] Si tratta di una questione di umanità e di dignità umana. E per l'Europa una questione di onestà storica", ha dichiarato Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea.


"Stiamo combattendo contro lo Stato islamico, perché non dovremmo essere pronti ad accettare le persone che fuggono da questo paese?". Per quanto riguarda la crisi, Juncker ha dichiarato: "È stato assolutamente necessario ribadire che Grexit (l'uscita della Grecia dall'UE) non è mai stata un'opzione, se non lo avessimo detto forte e chiaro sarebbe potuto accadere. Era una possibilità, ma non un'opzione".


"Vorrei rendere omaggio ai paesi come l'Irlanda, il Portogallo e la Spagna, che hanno dimostrato che, attuando le giuste riforme, si ottengono buoni risultati".


Sull'UE, Juncker ha sottolineato che "la crisi, naturalmente, non è finita", aggiungendo che la crisi finirà solo quando sarà sconfitta la disoccupazione in Europa. "So quanto sarebbe debole il continente europeo se l'Unione europea non esistesse".

Manfred Weber (PPE, Germania) ha chiesto a tutti di "ricordare che stiamo parlando di esseri umani". Ha aggiunto che il problema "non è l'Europa, non è Bruxelles, ma sono gli egoismi nazionali".

Sulla Grecia ha ricordato: "Devo il mio rispetto a Tsipras per aver saputo cambiare strada. La Grecia non è più un paese senza futuro. Tsipras ha dimostrato che l'ideologia di sinistra in questo continente ha fallito".

Gianni Pittella (S&D, Italia) ha invitato la Commissione ad affrontare il dumping sociale e i contratti "a zero ore". In materia di immigrazione, "dobbiamo accogliere i rifugiati, altrimenti l'Europa non esisterà come concetto, come unione costruita sulla solidarietà".

Syed Kamall (ECR, Regno Unito) - "Troviamo insieme le soluzioni, ma non solo per l'Unione europea. Si tratta di una crisi internazionale che ha bisogno di una risposta internazionale". "Dobbiamo affrontare questi problemi in modo realistico, il tempo di puntare il dito è finito".

"L'Europa non ha bisogno di una nuova cortina di ferro, ma necessita di una volontà di ferro per discutere, lavorare e trovare una soluzione insieme".

Guy Verhofstadt (ALDE, Belgio) ha sottolineato che "il vero problema è la mancanza di volontà politica e di unità. (...) Non si tratta di una crisi dell'Europa, ma di una crisi per la mancanza d'Europa".

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Gabi Zimmer (GUE/NGL, Germania) - "Non dobbiamo permettere ai capi di governo di perseguire le politiche nazionaliste e ottuse. Altrimenti l'UE sarà distrutta". Ha inoltre sollevato le priorità a livello sociale: "(Junker) non ha detto nulla rispetto alle priorità sociali".

Philippe Lamberts (Verdi/ALE, Belgio): "Dobbiamo difendere i rifugiati ed essere aperti al cambiamento e al futuro. Dobbiamo costruire alleanze ed essere in capaci di ricostruire quello che l'Europa ha perso".

Nigel Farage (EFDD, Regno Unito) ha detto che il presidente Juncker ha analizzato la questione dell'immigrazione nel verso sbagliato. "Come sappiamo, la maggior parte delle persone che arrivano sono migranti economici. Inoltre, abbiamo la prova che lo Stato islamico sta utilizzando questa strada per inviare i jihadisti sul suolo europeo. Dobbiamo essere pazzi per far correre questo rischio alla nostra società".

Florian Philippot (ENF, Francia) ha detto che l'Europa deve aumentare la pressione sui paesi del Golfo ad accogliere i rifugiati. Inoltre, Philippot ha dichiarato che "le grandi aziende vogliono i clandistini in UE".

Krisztina Morvai (Non iscritti, Ungheria): "Abbiamo tutti lo stesso sogno: vivere nel nostro paese, lavorare per la nostra patria, in pace, per mantenere le nostre radici, le nostre culture e tradizioni".

Nicolas Schmit (Presidenza del Consiglio): "Viviamo un momento storico in cui l'Europa deve affrontare una grave crisi. Posso dire che il Consiglio farà tutto il possibile per mettere in atto le nuove proposte (per un meccanismo permanente di trasferimento dei migranti), presentate oggi dal Presidente Juncker".


Interventi dei deputati italiani


Fabio Massimo Castaldo (EFDD): "Quale Europa è quella degli Stati dell'Unione che litigano sulle cifre della solidarietà?". L'Europa di alcuni Stati dell'Est che dimenticano quando loro erano rifugiati? Che Europa è quella della crisi economica che vede i forti contro i deboli? Un'Europa ipocrita e codarda.


Elisabetta Gardini (PPE): "Presidente Juncker, ci riconosciamo nei valori esposti da lei". Oggi dobbiamo rispondere alla crisi con solidarietà, ma anche mettere in campo strumenti per affrontare la situazione nel medio e lungo termine. "Non dobbiamo creare false illusioni che potrebbero causare ulteriori tragedie".

 

Patrizia Toia (S&D): "Questo è un momento storico, ed è necessario una leadership forte". Non abbiamo ancora superato la crisi economica, e l'Europa è colpita ad Est e a Sud da conflitti e catastrofi umanitarie: "Noi appoggeremo le sue proposte, Presidente Juncker, che vogliamo tempestive e concrete".

RIF. : 20150909STO92301
Aggiornato il: ( 09-09-2015 - 17:40)