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Aprire il mercato dei pagamenti on-line per ridurre costi e rischi di frode

Tornata Comunicati stampa - Affari economici e monetari08-10-2015 - 12:23
 

Il Parlamento ha votato giovedì un testo di legge riguardante l'aggiornamento delle norme UE sui servizi di pagamento. Ciò dovrebbe consentire di tagliare i costi, permettendo a nuovi operatori del mercato di utilizzare strumenti mobili e online per effettuare pagamenti per conto di un cliente.


Inoltre, queste norme, informalmente concordate dai deputati e i ministri lo scorso maggio, aiutano a rendere i pagamenti online più sicuri, stabilendo regole sulla privacy e sulla responsabilità per tutti i prestatori di servizi di pagamento online.

 

"Il mercato dei servizi di pagamento dell'UE rimane frammentato e costoso: il suo costo è pari a € 130 miliardi l'anno, ovvero oltre l'1% del PIL dell'UE. L'economia europea non può permettersi questi costi se vuole essere competitiva a livello globale", ha detto il deputato Antonio Tajani (PPE, IT), aggiungendo che "il nuovo quadro normativo consentirà di ridurre i costi, aumentare la sicurezza dei pagamenti e facilitare l'emergere di nuovi attori e d'innovativi servizi di pagamento mobili e online".


La risoluzione legislativa è stata approvata con 578 voti favorevoli, 29 voti contrari e 52 astensioni.


Affidarsi a fornitori terzi per ridurre i costi di pagamento


L'utente che utilizza un conto online avrà il diritto di utilizzare un software di pagamento realizzato da parti terze autorizzate (non solo dagli istituti finanziari dunque) e di poter effettuare i loro pagamenti attraverso i servizi di tali fornitori.


Ad esempio, i consumatori che sono sprovvisti di carte di credito o di debito potranno autorizzare nuovi operatori di mercato, come SOFORT in Germania, Trustly nei Paesi scandinavi o IDEAL nei Paesi Bassi, a utilizzare i loro dati bancari per effettuare pagamenti dai loro conti.


L'addebito dei prestatori di servizi di pagamento non dovrebbe superare i costi diretti. Costi aggiuntivi per l'utilizzo degli strumenti di pagamento, come le carte di credito e di debito, per il quale gli oneri amministrativi per l'"interscambio" tra banche sono già regolamentate, saranno vietati.


Rendere sicuri i pagamenti e responsabilità dei fornitori in caso di furto


Una banca che gestisce il conto del cliente potrebbe negare al fornitore di servizi l'accesso a esso solo per motivi di sicurezza, obiettivamente giustificati e motivati, che siano stati segnalati alle autorità di vigilanza. Questa tutela dovrebbe precludere ogni possibilità alle banche di "bloccare" il mercato per i nuovi servizi di pagamento.


I fornitori dei servizi di pagamento, dal canto loro, sarebbero tenuti a garantire l'autenticazione sicura degli utenti e ridurre il rischio di frode. Dovrebbero garantire che i dati personali di un utente passino attraverso canali sicuri e che siano condivisi solo con il consenso dell'utente.


Nel caso di pagamento non autorizzato compiuto dal suo conto, il titolare non dovrebbe perdere più di € 50 se lo strumento di pagamento è stato perso o rubato, ovvero se ci sia stata un'appropriazione indebita. Un fornitore di servizi che non riesce a evitare una tale frode dopo la notifica di una perdita o non richiede un'autenticazione forte del cliente quando necessario, potrebbe essere ritenuto responsabile delle perdite dei propri clienti e avere il dovere di porre rimedio al danno finanziario.


Prossime tappe


Per entrare in vigore, la direttiva deve ora essere ufficialmente approvata dagli Stati membri dell'UE.

RIF. : 20151002IPR95307
Aggiornato il: ( 08-10-2015 - 12:33)
 
 
Contatti
 
 
   
"Il mercato dei servizi di pagamento dell'UE rimane frammentato e costoso: il suo costo è pari a € 130 miliardi l'anno" Antonio Tajani (PPE, IT), relatore (Seguito)
Fatti salienti
 

La direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) è la più recente tra le norme UE che hanno a oggetto i pagamenti e comprende anche i servizi di pagamento online.

 
 

Le due precedenti normative sono:

 
 

Area unica dei pagamenti in euro (SEPA), 2012: richiede alle banche di rispettare le norme SEPA consentendo ai propri clienti di utilizzare un unico conto bancario per effettuare pagamenti in euro da e verso tutti i paesi SEPA, ossia i 28 gli Stati membri dell'UE più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Monaco. Questo rende i pagamenti più veloci ed economici senza differenziazione tra pagamenti in euro nazionali e transfrontalieri.

 
 

Regolamento relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta del 2014 che fissa un tetto alle commissioni interbancarie e proibisce la sovra tassazione per le carte.

 
 
© AP Images/ European Union-EP
 

Per i deputati, l'apertura del mercato dei pagamenti online incoraggerà l'innovazione a offrire sistemi di pagamento meno cari e più sicuri.