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Imposte societarie: la Commissione presenta il piano per tasse più equee

Tornata Articolo - Fiscalità01-02-2016 - 12:23
 
MEPs to Commission: make member states share tax information and protect whistle-blowers ©AP Images/ European Union-EP   ©AP Images/ European Union-EP

Il 2 febbraio i deputati hanno discusso con la Commissione il piano UE per rendere le tasse societarie più equee. L'elusione fiscale costa tra i 50 e i 70 miliardi di euro all'anno. Uno scandalo emerso anche durante le inchieste legate a Luxleaks, ha dimostrato che le multinazionali hanno ottenuto degli accordi finanziari vantaggiosi con alcuni Stati membri. Il PE ha incaricato due commissioni di investigare e richiede alla Commissione delle norme per impedire queste pratiche.


Guarda il video dell'incontro.


Il piano d'azione della Commissione in materia di tassazione delle imprese si basa su due pilastri: la costituzione della base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società e la richiesta di far pagare le tasse alle aziende nei paesi in cui fanno i loro profitti.

La prima norma spingerebbe gli Stati membri ad accordarsi su quante tasse dovrebbero pagare le diverse società: ciò non significa che le tasse sarebbero armonizzate ma introdurrebbe maggiore trasparenza. La seconda norma spingerebbe le aziende a dichiarare i loro profitti.

La Commissione ha presentato le prime proposte per il piano d'azione il 28 gennaio.

La richiesta del Parlamento


La relazione dei deputati Anneliese Dodds (S&D, Regno Unito) e Luděk Niedermayer (PPE, Repubblica Ceca) invita la Commissione a stabilire una normativa per imporre agli Stati membri dell'UE di dichiarare le aliquote fiscali negoziate con le aziende.

La norma dovrebbe anche tutelare gli informatori che hanno permesso di scoprire scandali come Luxleaks e le società che hanno dichiarato quante tasse pagano paese per paese.


I deputati hanno accolto con favore le ultime proposte della Commissione. "L'assurdo risultato del regime fiscale accordato a Google nel Regno Unito è la migliore illustrazione della necessità di avere un unico regime europeo per tassare le aziende globali" ha dichiarato Alain Lamassoure (PPE).


Una concorrenza fiscale dilagante

Per equilibrare i loro bilanci, i governi dell'UE hanno tagliato le spese e hanno introdotto delle misure per stringere la cinghia. Allo stesso tempo, alcuni paesi hanno offerto alle multinazionali di pagare meno tasse, tagliando fuori gli altri paesi.


Il PE ha incaricato due commissioni di investigare e richiede alla Commissione delle norme per impedire queste pratiche.


Nell'ottobre 2015 la Commissione ha constatato che gli accordi fiscali offerti dal Lussemburgo a Fiat e dai Paesi Bassi a Starbucks erano illegali, stimati a 20-30 milioni di euro.


La deputata portoghese di centro sinistra Elisa Ferreira della commissione speciale sulla relazione ha avvertito: "Questi due casi dimostrano che la concorrenza fiscale tra gli Stati è una pratica comune nell'UE".


Nel mese di gennaio, la Commissione ha ordinato al Belgio di recuperare 700.000.000 euro di tasse non pagate da 35 multinazionali. Questi ultimi hanno beneficiato di un regime fiscale particolare soprannominato 'Solo in Belgio,' che a parere della Commissione risulta illegale.

In novembre il Parlamento ha adottato la prima relazione della commissione speciale, chiedendo la segnalazione obbligatoria dei profitti e delle tasse delle multinazionali in ogni paese. La commissione continuerà a lavorare fino a giugno.



Contatti


RIF. : 20151210STO06912
Aggiornato il: ( 02-02-2016 - 12:17)