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Migrazione e referendum GB dominano il dibattito post-vertice

Tornata Comunicati stampa - Futuro dell'Europa/Integrazione europea / Consiglio europeo / Istituzioni / Immigrazione19-01-2016 - 17:42
 
On the way to the EC summit debate in the plenary chamber   Il Presidente del PE Martin Schulz accoglie il Presidente del Consiglio Donald Tusk per un vivace dibattito sui risultati del Vertice UE di dicembre e sulle misure per l'immigrazione.

Molti deputati hanno criticato i leader europei per la loro incapacità di affrontare le crisi dei flussi migratori e dei rifugiati, durante il dibattito di martedì sul Consiglio europeo di dicembre con il Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker e con il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Il referendum sulla permanenza nell'UE del Regno Unito è stato un altro dei temi più dibattuti.


Il Presidente del Consiglio Donald Tusk ha elencato le sfide discusse al vertice di dicembre: "Siamo in fase di test su tutti i possibili fronti", ha detto. In materia di migrazione, ha sottolineato che non vi è alternativa alla protezione delle frontiere esterne. Il prossimo Consiglio europeo di marzo sarà il termine ultimo per vedere se la strategia dell'UE in materia di migrazione funziona. In caso contrario, "potremmo affrontare gravi conseguenze, come il crollo di Schengen", ha aggiunto.


"Se gli Stati membri avessero attuato le politiche da noi avanzate, ci troveremmo in una situazione migliore" in materia di immigrazione, ha detto il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, che ha poi invitato i governi nazionali a mostrare maggiore solidarietà e impegno nell'affrontare la crisi migratoria. "Il costo di non avere Schengen sarebbe molto elevato e andrebbe contro la crescita e l'occupazione", ha aggiunto.


Interventi dei leader dei gruppi politici


E 'importante ricordare le storie di successo dell'Unione europea, come il recente accordo nucleare iraniano e l'accordo sul clima a Parigi, ha detto il leader del PPE Manfred Weber (DE). Sul referendum del Regno Unito sull'Unione europea, ha detto che molte delle idee del primo ministro Cameron potrebbero portare a miglioramenti per l'UE nel suo complesso, in particolare per quanto riguarda l'innovazione e una produzione legislativa migliore. Weber ha tuttavia insistito sul fatto che non avrebbe mai accettato discriminazioni fra i cittadini dell'Unione europea, anche se lo scopo è la lotta contro l'abuso dei sistemi di protezione sociale.


Enrique Guerrero Salom (S&D, ES) ha osservato che quando i leader europei tornano nei loro paesi, ignorano gli impegni concordati al Consiglio europeo. "E' come il mito di Sisifo, continuiamo a tornare al punto di partenza anche nel campo della migrazione, del terrorismo e dell'economia", ha detto, ammonendo che se l'UE continua a fare cosi, "sarà la sua morte politica".


Geoffrey Van Orden (ECR, GB) ha criticato l'UE per aver cercato di fare troppo, finendo per peggiorare la situazione. "I cittadini non vogliono un'Unione sempre più stretta'", ma un'UE che "costa meno" e "taglia la burocrazia", ha detto. Ha accolto con favore l'accordo PNR e ha detto che dovremmo riconoscere "quanto sia ragionevole la politica di David Cameron in materia d'immigrazione".

 

Solo "290 persone su 160.000 sono state trasferite finora" e ciò è dovuto a una mancanza di decisione degli Stati membri e non dell'Unione europea, ha sottolineato il leader del gruppo ALDE Guy Verhofstadt (BE). Ha quindi esortato Tusk a convocare un vertice straordinario sulla crisi dei rifugiati per adottare nuove norme in materia di ricollocazione, migrazione e guardia di frontiera e delle coste comunitarie.


Inés Cristina Zuber (GUE, PT) ha detto che l'unica risposta europea alla crisi dell'immigrazione e dei rifugiati sembra essere un meccanismo di espulsione più forte.


Nonostante i discorsi di autocritica del Consiglio europeo per la mancanza di una gestione delle crisi, la situazione dell'immigrazione è ancora oggi "disastrosa", ha dichiarato Ulrike Lunacek (Verdi/ALE, AT), aggiungendo che solo una soluzione comune potrebbe funzionare.


Nigel Farage (EFDD, GB) ha citato gli attacchi di Capodanno sulle donne a Colonia come un altro motivo per votare in favore dell'uscita del Regno Unito dall'UE. "I britannici sanno che quei giovani a Colonia in pochi anni saranno in possesso di un passaporto europeo e liberi di venire in Gran Bretagna", ha concluso.


Gli ha fatto eco Vicky Maeijer (ENF, NL), che ha affermato che "più rifugiati significano più terroristi".



Procedura: dibattito

RIF. : 20160114IPR09884
 
 
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