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La crisi "sta peggiorando" - I deputati a confronto su rifugiati, asilo e solidarietà dell'UE

Altro Articolo - Immigrazione14-01-2016 - 16:37
 
Syrian refugee child in her mother's arms waiting in the rain for permission to move into a yard to take buses for their onward journey into Austria. ©UNHCR/Mark Henley   Un bambino siriano nelle braccia della madre, aspettando un bus verso l'Austria. ©UNHCR/Mark Henley

L'Europa continuerà a sostenere una risposta efficace per una crisi migratoria che "sta peggiorando", ha indicato oggi il Commissario europeo Avramopoulos. L'aumento di "populismo e nazionalismo" favoriscono la fragilità dell'Unione. Il Commissario ha invitato gli Stati membri a mantenere le proprie promesse e a mostrare solidarietà: "Se crolla Schengen sarà l'inizio della fine del progetto europeo".


Dimitris Avramopoulos, presidente della Commissione per la migrazione e gli affari interni, ha discusso l'attuazione delle misure di migrazione e la proposta di dicembre sulla guardia costiera, con la commissione parlamentare per le Libertà civili, per la Giustizia e gli Affari interni. Il deputato britannico di centro sinistra Claude Moraes a presieduto l'incontro.

Nel settembre 2015, il Parlamento aveva già sostenuto due proposte di emergenza. L'obiettivo? Trasferire 160.000 richiedenti asilo provenienti dai paesi europei in prima linea verso altri Stati membri. Finora però, solo 272 persone sono state trasferite e il Commissario ha detto: "Tutti gli Stati membri devono partecipare" senza subire le agende politiche nazionali. Una visione condivisa da numerosi deputati.


"Come diavolo possiamo implementare nulla se gli Stati membri continuano a dire no, no, no" ha domandato Cornelia Ernst, deputata tedesca della Sinistra Unita.

Attualmente, una serie di norme in materia di rifugiati dell'UE deriva dalla Convenzione di "Dublino". Esse prevedono il trattamento di tutte le richieste di asilo da parte del paese d'ingresso nell'UE. Durante il dibattito è emerso un consenso generale sulla necessità di una revisione "molto profonda" della normativa, come ha indicato il Commissario.

La Commissione proporrà nuove misure in marzo, ma il deputato britannico ECR Timothy Kirkhope ha avvertito: "Non abbiamo bisogno di piccoli ritocchi. Spero che la Convenzione di Dublino sarà rivista profondamente".

La deputata svedese del PPE Anna Maria Corazza Bildt ha sottolineato che "abbiamo bisogno di distinguere tra coloro cha hanno diritto alla protezione internazionale e quelli che non ne hanno diritto".

Lo stesso Parlamento sta lavorando su una lista comune di paesi d'origine sicuri che permetteranno di gestire più facilmente le richieste di asilo e un meccanismo di trasferimento permanente.


Dal canto suo, la deputata francese liberale Nathalie Griesbeck ha detto che la frontiera esterna dell'UE deve "essere adeguatamente sorvegliata per garantire che l'unità di Schengen". La Commissione propone di rafforzare Frontex - l'agenzia delle frontiere esterne - e trasformarla in un corpo che potrebbe essere implementato in alcuni casi anche senza l'approvazione del paese interessato, una proposta sostenuta dal Parlamento.


Tuttavia, Avramopoulos ha avvertito che senza l'impegno dei paesi terzi, non sarà possibile uscire dalla crisi. A questo proposito, la deputata socialista tedesca Birgit Sippel, si chiede se questa collaborazione avrebbe lo scopo di consentire una corretta gestione della situazione dei rifugiati o semplicemente per lasciarli nel loro paesi d'origine.

Allo stesso modo, la deputata tedesca dei Verdi Ska Keller ha detto che secondo alcuni rapporti, la Turchia starebbe già "mandando indietro i rifugiati in Siria" come diretta conseguenza del suo accordo con l'UE.

Non è facile distinguere i rifugiati, i migranti economici e i terroristi che cercano di approfittare della tragedia siriana per entrare in Europa: dei centri di accoglienza sono in fase di realizzazione in Grecia e in Italia per aiutare a ricevere e registrare i migranti che arrivano sulle nostre coste: vengono così raccolte le impronte digitali di tutti i migranti, viene svolta una selezione rapida, una ricollocazione dei richiedenti asilo.


Laura Ferrara, deputata italiana di EFDD, ha ricordato che "in Italia gli hotspot non funzionano, il processo di identificazione è troppo lento". Inoltre, i migranti a cui è stata rifiutata la richiesta di asilo non sono né aiutati né accompagnati alla frontiera.

Il Commissario Avramopoulos ha spiegato che gli hotspot sono un cantiere che lui stesso sta seguendo, aggiungendo che, indipendentemente da ogni altra scelta politica "tutti gli Stati membri hanno la responsabilità di accogliere i rifugiati in modo dignitoso".

Il dibattito ha anche ricordato le tragedie recenti, come gli attacchi terroristici di Parigi e Istanbul e gli eventi di Capodanno a Colonia. Avramopoulos ha insistito sulla necessità di evitare qualsiasi confusione tra migranti e terroristi, mentre la deputata olandese dell'EFN Vicky Maeijer ha definito le politiche dell'UE "molto pericolose", aggiungendo che "abbiamo bisogno di chiudere le frontiere".

È evidente che la crisi continuerà e l'UE persegue una lunga lista di "azioni a medio e lungo termine, immaginando un sistema più sostenibile per il futuro" ha dichiarato il Commissario. Tra le priorità sono stati ricordati l'aiuto finanziario sostanziale per le persone più colpite, il pacchetto legislativo per le frontiere, una revisione del sistema di carta blu, un nuovo sistema per il reinsediamento e una proposta per "frontiere intelligenti".

RIF. : 20160114STO09818