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Cina: PE chiede un piano compatibile con OMC per proteggere imprese UE

Tornata Comunicati stampa - Commercio estero/internazionale03-02-2016 - 11:19
 

Durante il dibattito di lunedì sera, la maggioranza dei deputati e il Commissario per il commercio, Cecilia Malmström, hanno sostenuto che per discutere il riconoscimento della Cina come "economia di mercato", l'UE deve trovare una soluzione - in linea con le norme OMC - che permetta di conservare la capacità di difendere la propria economia da una concorrenza sleale dovuta alle importazioni cinesi oggetto di dumping, mantenendo buone relazioni commerciali con il Paese asiatico.


I deputati e il Commissario Malmström hanno discusso le tre possibilità per una risposta UE alla questione Cina:


  • nessuna modifica alla legilslazione UE. Per alcuni deputati, potrebbe portare l'UE a violare le norme OMC e spingerebbe la Cina a intraprendere misure di ritorsione;

  • la semplice rimozione della Cina dalla normativa UE sull'antidumping, per il commissario Malmström sarebbe" irrealistica", a causa del potenziale danno ai settori dell'industria e del lavoro UE, e

  • se alla Cina fosse concesso lo status di economia di mercato, prevedere misure di mitigazione, come ad esempio nella legislazione in difesa del commercio, al fine di prevenire la perdita di posti di lavoro e danni per l'industria comunitaria.

I deputati hanno ricevuto risposta positiva alla richiesta che la Commissione prepari una valutazione del potenziale impatto di tutte queste opzioni sull'industria e sul mercato del lavoro nell'UE. Cecilia Malmström ha presentato una stima preliminare che, senza che siano intraprese misure di attenuazione, prevede fino a 188.000 posti di lavoro persi nei settori UE attualmente interessati dalle esportazioni cinesi oggetto di dumping.


Tuttavia, alcuni deputati hanno dichiarato che esistono stime che prevedono fino a 3,5 milioni di posti di lavoro persi. I deputati hanno invocato un effettivo strumento anti dumping e insistito sul fatto che bisogna prestare maggiore attenzione al settore siderurgico comunitario, attualmente "in ginocchio" a causa di una concorrenza sleale da parte della Cina.

RIF. : 20160129IPR11943
 
 
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