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Sigarette: il PE si oppone al rinnovo degli accordi anti-contrabbando dell'UE con le aziende di tabacco

Tornata Comunicati stampa - Controllo dei bilanci09-03-2016 - 14:45
 
Cigarettes production line   I deputati esortano la Commissione europea a utilizzare tutti i possibili strumenti giuridici comunitari e internazionali per combattere il contrabbando di sigarette - ©AP Images/European Union - EP

La maggioranza dei deputati ha esortato la Commissione europea a non rinnovare l'accordo anti-contrabbando e anti-contraffazione con Philip Morris International (PMI), in scadenza a luglio 2016. Nella risoluzione votata mercoledì, il Parlamento chiede alla Commissione di adottare strumenti legislativi comunitari e internazionali per combattere il contrabbando.


I deputati nutrono seri dubbi sulla reale efficacia dell'accordo con Philip Morris per quanto concerne la riduzione del contrabbando, poiché l'aumento delle vendite delle sigarette non di marca, le cosiddette "cheap white", ha colmato immediatamente la riduzione nelle vendite di quelle di marca contraffatte.

 

La risoluzione è stata approvata con 414 voti a favore, 214 contrari e 66 astensioni.

 

Secondo gli accordi, le quattro imprese principali di tabacco (Philip Morris International, Japan Tobacco, British American Tobacco Imperial Tobacco), nel loro insieme, hanno accettato di versare all'UE e ai suoi Stati membri un totale di 2,15 miliardi di dollari, su tutta la durata degli accordi, a condizione che decadesse il procedimento legale intentato nei loro confronti per recuperare i dazi persi per il commercio illegale di sigarette. L’accordo prevede inoltre un forte impegno nella lotta al contrabbando e alla contraffazione da parte delle quattro aziende.


I deputati rilevano inoltre che il commercio illecito dei prodotti del tabacco e, in particolare, il contrabbando di sigarette contraffatte, causa perdite alle entrate dell'UE e dei suoi Stati membri (in termini di imposte doganali, IVA e accise) pari a oltre 10 miliardi di euro l'anno.


Possibile confitto d'interessi per l'OLAF


Il Parlamento esprime profonda preoccupazione per il fatto che il bilancio dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) sia parzialmente finanziato dai pagamenti annuali dell'industria del tabacco, come indicato negli accordi stessi, in quanto tale situazione potrebbe comportare un conflitto d'interessi.


No al rinnovo con Philip Morris


Piuttosto che il rinnovo degli accordi, la Commissione dovrebbe, dicono i deputati, concentrarsi sull'implementazione della direttiva UE 2014 sul tabacco, che prevede strumenti più efficaci per contrastare il contrabbando, come un sistema comunitario di tracciabilità e di monitoraggio delle sigarette, in vigore dal 2019. Gli Stati membri dovrebbero inoltre ratificare un protocollo adottato nell'ambito della convenzione quadro dell'OMS per la lotta al tabagismo, che prevede un requisito simile a livello globale e che dovrebbe entrare in vigore nel 2022.



Contesto

 

Gli Stati membri dell'UE e la Commissione hanno negoziato gli accordi con i produttori di tabacco Philip Morris International (PMI) nel 2004, Japan Tobacco nel 2007, British American Tobacco (BAT) nel 2010 e Imperial Tobacco nel 2010, nei quali i produttori si sono impegnati a versare un totale collettivo di 2,15 miliardi all'UE e agli Stati membri, a condizione che l'UE facesse cadere le procedure legali contro di loro per la perdita dei dazi causati dal commercio illegale di sigarette (PMI ha accettato di pagare 1,25 miliardi di dollari in 12 anni mentre l'importo restante è un contributo degli altri tre). Il 90% delle entrate di tali accordi va agli Stati membri e il 10% al bilancio dell'UE come risorse proprie.

 

Le aziende di tabacco si sono inoltre impegnate a impedire che i loro prodotti cadano nelle mani dei criminali, fornendo solo le quantità richieste dal mercato legittimo, avendo cura di vendere solo ai clienti legittimi e attuando un sistema di tracciamento per aiutare le forze dell'ordine contro lo scambio illegale delle sigarette.

 

 

Dibattito: giovedì 25 febbraio

Votazione: martedì 8 marzo

Procedure: interrogazione orale alla Commissione (con risoluzione)

RIF. : 20160303IPR16929
 
 
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