Accesso diretto alla navigazione principale (Premi "Invio")
Accesso ai contenuti della pagina (premere "Invio")
Accesso diretto all'elenco degli altri siti web (Premi "Invio")

Plenaria: i deputati a confronto sui risultati del vertice UE-Turchia

Tornata Articolo - Istituzioni08-03-2016 - 15:25
 
A torn Syrian passport seen on the Greek side of the border with the Former Yugoslav Republic of Macedonia, where more than 12000 refugees, mainly from Iraq and Syria, are waiting to cross and continue their journey towards Western Europe.  © UNHCR/Achilleas Zavallis   Un passaporto siriano alla frontiera greca con l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, dove più di 12.000 rifugiati provenienti da Iraq e Siria stanno aspettando per continuare il loro viaggio verso l'Europa occidentale. © UNHCR/Achilleas Zavallis

Mercoledì i deputati hanno discusso i risultati del vertice UE-Turchia di questa settimana, che mira a raggiungere un accordo globale sulla lotta contro la crisi dei rifugiati. I deputati hanno ricordato che devono essere applicati gli standard internazionali sulle richieste di asilo. Gli sforzi per affrontare l'afflusso includono una proposta che per ogni siriano riammesso in Turchia dalle isole della Grecia, un altro rifugiato siriano sarà accettato in UE.


"Uno dentro, uno fuori". Ecco una delle proposte delineate al vertice UE-Turchia di questa settimana che prevede che per ogni immigrato siriano irregolare tornato in Turchia dalle isole della Grecia, un altro sarà accettato in UE. Il conflitto in Siria dura da sei anni e ha provocato il più grande disastro umanitario dai tempi della Seconda guerra mondiale: 6,5 milioni di persone sono state sfollate internamente, mentre 4,7 milioni sono state costrette a fuggire nei paesi vicini.

La Turchia e la crisi dei rifugiati

Attualmente la Turchia è il paese che ospita il maggior numero di rifugiati al mondo ed ha un ruolo cruciale nella risoluzione della crisi. Non solo ospita quasi tre milioni di profughi ma la maggior parte del milione di migranti che ha raggiunto l'UE via mare l'anno scorso ha attraversato il paese.

Tra le altre proposte discusse al vertice UE-Turchia il 7 marzo ci sono la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi nell'UE e un'accelerazione dei colloqui per l'adesione all'UE. Le proposte presentate comprendono anche maggiori finanziamenti per aiutare la Turchia nell'affrontare l'afflusso dei rifugiati, oltre ai 3 miliardi di euro già promesso dall'UE. Una decisione finale sulle proposte sarà presa al vertice UE dei capi di governo previsto il 17-18 marzo.

"Questa non è una strada a senso unico, la Turchia ha bisogno dell'Unione europea e l'UE ha bisogno della Turchia. L'Europa sta affrontando una crisi dei profughi e un flusso d'immigrati senza precedenti. Ma questo è vero anche per la Turchia: la cooperazione è essenziale" ha sottolineato il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz.

Sulla questione della liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, Schulz ha dichiarato che "il Parlamento in quanto colegislatore è pronto a svolgere il suo ruolo per contribuire ad un esito positivo nei prossimi mesi". Tuttavia, ha ricordato le preoccupazioni del Parlamento rispetto alla libertà di stampa in Turchia e ha detto che il percorso di adesione del paese e la crisi dei rifugiati dovrebbero essere trattati separatamente.

Il ruolo del Parlamento

I deputati hanno condiviso le loro opinioni sulle proposte che saranno discusse mercoledì 9 marzo dalle ore 9. Al dibattito parteciperanno Jeanine Hennis-Plasschaert, in rappresentanza della presidenza olandese del Consiglio, e il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. I deputati hanno espresso anche le loro aspettative in vista della riunione dei capi di governo il 17-18 marzo.

13,5 milioni di siriani necessitano di assistenza umanitaria. Per questa ragione, il conflitto e la crisi dei rifugiati sono la proiorità dell'agenda del Parlamento. Il Parlamento ha ripetutamente chiesto maggiori sforzi per prevenire ulteriori perdite di vite in mare, invitando i paesi dell'UE ad assumersi la loro parte di responsabilità e di solidarietà nei confronti di quegli Stati membri che ricevono la maggior parte dei rifugiati.

Gli ultimi dati forniti dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati mostrano che quasi 132.000 persone hanno attraversato il Mediterraneo nei primi due mesi del 2016, di cui 123.000 sono sbarcati in Grecia. 410 vite sono state perse attraversando il Mediterraneo in gennaio e febbraio. Nel frattempo circa 13.000 rifugiati sono abbandonati al confine della Grecia con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia.

Il Parlamento ha dedicato la Giornata internazionale della donna 2016 alle donne rifugiate e ai richiedenti asilo. Rivolgendosi ai deputati, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi ha dichirato che le donne rifugiate che viaggiano sole, in stato di gravidanza o con figli sono in inferiorità numerica rispetto agli uomini dall'inizio del 2016. Ha anche notato che questo è "il momento di riaffermare i valori su cui è stata costruita l'Europa".

Due delegazioni di deputati sono state in Turchia nel mese di febbraio per incontrare alcuni di quelli che sono riusciti a scappare dal conflitto siriano e per vedere come le autorità turche stanno gestendo l'afflusso. I deputati hanno elogiato gli sforzi turchi per fornire un rifugio, i viveri, l'assistenza sanitaria e l'istruzione nei campi profughi. Tuttavia hanno sottolineato che non più del 10% dei rifugiati siriani in Turchia vive nei campi.


Riguarda il dibattito in plenaria.


RIF. : 20160304STO17381
Aggiornato il: ( 09-03-2016 - 12:27)