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Artico: vietare l’estrazione di petrolio e ridurre le tensioni

Tornata Comunicati stampa - Relazioni esterne / Ambiente16-03-2017 - 12:59
 
Picture of iceland glacier lagoon bay   I deputati chiedono che l’Artico rimanga una zona protetta e sicura ©AP Images/European Union-EP

I deputati in una risoluzione votata giovedì chiedono norme per salvaguardare il vulnerabile ecosistema dell’Artico, introdurre il divieto di estrazione di petrolio e mantenerlo come zona di cooperazione a bassa tensione.


Il Parlamento sottolinea che i cambiamenti climatici stanno creando nuovi problemi ambientali e di sicurezza, poiché con lo scioglimento della calotta artica si aprono nuove rotte di navigazione e nuove zone di pesca e aumenta la competizione per le sue risorse naturali.


“La regione artica è molto sensibile e vulnerabile. Se distruggiamo quest’area sfruttandone le risorse in maniera non sostenibile, non distruggiamo solo una regione unica, ma acceleriamo anche il cambiamento climatico, riduciamo le nostre possibilità di avere acqua pulita e gli effetti sulla riserva ittica saranno devastanti” ha dichiarato la co-relatrice Sirpa Pietikainen (PPE, FI).


I deputati evidenziano che l’Artico si sta riscaldando a velocità doppia rispetto alla media mondiale e che il mare ghiacciato è diminuito in maniera significativa a partire dal 1981, al punto da essere circa il 40% più piccolo rispetto all’estate di 35 anni fa.


I quattro milioni di persone che vivono nella regione artica, più tutta la flora e la fauna ivi presente, sono le prime a subire le conseguenze negative dell’aumento dell’inquinamento. Per tale motivo i deputati ribadiscono che “il vulnerabile ambiente artico e i diritti fondamentali dei popoli indigeni devono essere rispettati e protetti con salvaguardie più rigorose”.


Chiedono inoltre di vietare "trivellazioni petrolifere nelle acque ghiacciate artiche dell'UE e del SEE", come pure l’utilizzo di combustibili fossili che potrebbe accelerare ulteriormente il cambiamento climatico. Inoltre, hanno reiterato la loro richiesta del 2014 di bloccare l’uso di olio combustibile nei trasporti marittimi nel Mar Artico. Se ciò non fosse possibile data la situazione internazionale, la Commissione dovrebbe creare delle norme che proibiscano l’uso e il trasporto di olio combustibile (HFO) su navi dirette verso i porti dell’UE.


Area a bassa tensione


Il co-relatore Urmas Paet (ALDE, ET) ha dichiarato: “L’importanza geopolitica dell’Artico sta crescendo. Il nostro scopo principale è quello di mantenere la regione come un’area di bassa tensione e non bisogna evitare la militarizzazione dell’Artico”.


I deputati evidenziano la crescente presenza di forze armate russe nell’Artico, che dal 2015 “hanno fondato almeno sei nuove basi a nord del Circolo Polare Artico, inclusi sei porti in acque profonde e 13 aerodromi”. Inoltre, notano il crescente interesse della Cina nell’accesso a nuove rotte commerciali e a nuove risorse energetiche.


Sottolineando gli sforzi per mantenere l’Artico una zona a bassa tensione, evidenziano “il ruolo importante del Consiglio Artico” nel “mantenere una cooperazione costruttiva, bassa tensione e stabilità” nella regione.


La risoluzione è stata approvata con 483 voti in favore, 100 contrari e 37 astensioni.



Procedura: risoluzione non vincolante

RIF. : 20170308IPR65674
Aggiornato il: ( 16-03-2017 - 13:02)
 
 
Contatti
 
 
   
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Gestire gli interessi dell’Artico

 
Chi interviene
Integrated European Union policy for the Arctic
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Merja Kyllönen
GUE/NGL
Relatore ombra
AFET Affari esteri
 
 
Sabine Lösing
GUE/NGL
Relatore ombra
AFET Affari esteri
 
 
Bodil Valero
Greens/EFA
Relatore ombra
AFET Affari esteri
 
 
Davor Škrlec
Greens/EFA
Relatore ombra
AFET Affari esteri
 
 
 
 
 
 
Jens Nilsson
S&D
Relatore per parere
REGI Sviluppo regionale
 
 
Jarosław Wałęsa
EPP
Relatore per parere
PECH Pesca