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L'Unione europea in prima linea contro la pesca illegale

Altro Articolo - Pesca12-10-2011 - 16:36
  • "L'Unione europea dovrebbe promuovere un'efficace cooperazione internazionale contro la pesca illegale".
  • È necessario monitorare e creare delle blacklist mondiali per seguire le attività illegali negli oceani.
 
Pesca illegale: il vero ostacolo da superare rimane la volontà degli attori politici. ©BELGA_Xinhua_Wei Peiquan   Pesca illegale: il vero ostacolo da superare rimane la volontà degli attori politici. ©BELGA_Xinhua_Wei Peiquan

Come prima potenza del mercato ittico, l'Unione europea deve giocare un ruolo chiave nella lotta alla pesca illegale. Martedì, la commissione sulla Pesca ha votato il rapporto della deputata svedese dei Verdi Isabella Lövin.


Considerando che i due terzi degli oceani nel mondo sono sotto giurisdizione nazionale, l'Unione europea, l'ONU e le organizzazioni regionali per la gestione della pesca (ORGP) dovrebbero organizzarsi per trovare una strategia comune e globale.


In questo processo "l'Unione europea dovrebbe promuovere un'efficace cooperazione internazionale contro la pesca illegale", ha dichiarato la relatrice svedese aggiungendo che ''è necessario impedire alle navi di cambiare bandiera per liberarsi dalle proprie responsabilità. L'impoverimento delle riserve di pesce è un fenomeno molto preoccupante e l'impatto della pesca illegale potrebbe essere letale".


I gruppi criminali organizzati aggravano ulteriormente la situazione. Le loro attività sono legate al traffico umano, al trasporto illegale di merce, al riciclaggio di denaro, all'evasione fiscale, al traffico di armi, droga, armi e persino terroristi.


{}Uno dei principali obiettivi riguarda l'identificazione delle imbarcazioni: i nomi delle navi clandestine vengono infatti nascosti dall'equipaggio. È inoltre necessario monitorare e creare delle blacklist mondiali per seguire le attività illegali negli oceani.


Per attaccare alla base il problema della tracciabilità, i deputati hanno proposto di:


  • proibire la vendita delle imbarcazioni a società di cui si ignora il proprietario;

  • migliorare il monitoraggio delle attività delle imbarcazioni da pesca e i loro scambi con le navi mercantili;

  • rinforzare il ruolo delle organizzazioni regionali per la gestione della pesca (ORGP);

  • sanzionare i Paesi membri che non osservano le regole della Politica comune della pesca (CFP).


Fondi internazionali


Nel rapporto votato all'unanimità l'11 ottobre, i deputati sottolineano che attualmente la tecnologia permetterebbe di controllare e prevenire la pesca illegale. Il vero ostacolo da superare rimane attualmente la volontà politica.


Se il mercato europeo è relativamente sotto controllo, la pesca illegale rischia di colpire le economie più fragili. Per essere efficaci, le misure dovranno essere sostenute anche dagli Stati Uniti, il Giappone e la Cina. I deputati invitano l'Unione europea a collaborare con questi paesi - probabilmente attraverso l'Organismo mondiale del Commercio (OMC) - per definire degli strumenti giuridici internazionali.


Il rapporto sarà probabilmente votato in sessione plenaria a metà novembre.

RIF. : 20111007STO28694
 
 
 
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Rischio ambiente
 

La pesca illegale rappresenta il 15% del totale mondiale del mercato ittico, ovvero tra gli 11 e i 26 milioni di tonnellate all'anno. Questo fenomeno compromette il ripopolamento delle riserve ittiche e ha effetti a lungo termine sulla sicurezza del cibo e sull'ambiente.