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Islanda, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Bosnia Erzegovina

Tornata Comunicati stampa - Allargamento14-03-2012 - 17:12
 

In tre risoluzioni approvate mercoledì a larghissima maggioranza, il Parlamento sostiene l'adesione dell'Islanda all'UE e chiede che sia stabilita una data per l'inizio dei negoziati di adesione per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia. I deputati si sono invece detti preoccupati per i progressi insufficienti compiuti dalla Bosnia Erzegovina verso lo status di Paese candidato.


Islanda


I deputati, pur a conoscenza delle divisioni politiche in Islanda sull'ingresso del Paese nell'Unione, auspicano che ciò avvenga. L'Islanda è una delle democrazie più antiche d'Europa e il Parlamento è soddisfatto dei progressi compiuti per rispettare gli standard europei.


 "I progressi sono visibili. Quest'ultimo anno ha dimostrato che le discussioni hanno acquisito slancio" ha detto il relatore Cristian Dan Preda (PPE, RO) durante il dibattito precedente le votazioni.


I deputati affermano che la mancata soluzione della questione Icesave non deve essere un ostacolo per l'ingresso dell'Islanda nell'UE. Fra i punti sui quali non c'è ancora accordo fra il Paese nordico e l'Unione, ci sono le quote di pesca e la caccia alle balene, vietata nell'UE. I deputati chiedono infine maggiori sforzi per limitare l'interventismo statale in particolare nei settori bancario, finanziario ed energetico.


Ex Repubblica iugoslava di Macedonia

Il Parlamento chiede che sia stabilita una data per l'inizio dei negoziati d'adesione dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Paese candidato dal 2005. Un ritardo in tal senso da parte del Consiglio, avvertono i deputati, potrebbe causare una frustrazione legittima fra l'opinione pubblica del Paese balcanico.


Il relatore Richard Howitt (S&D, UK) ha detto: "Questo è un paese che appartiene all'UE e i negoziati d'adesione devono cominciare sena ritardo".


L'adesione del Paese all'Unione è bloccata dalla disputa con la Grecia sul nome, situazione criticata nella risoluzione. Pertanto, i deputati accolgono con favore l'iniziativa del commissario per l'allargamento Štefan Füle di lanciare un dialogo informale ad alto livello il 15 marzo per proseguire il percorso verso l'adesione.


Le ultime elezioni legislative e la pronta formazione del nuovo governo sono visti come punti positivi dai deputati, che però si dicono preoccupati per la concentrazione dei media e la corruzione, che resta una "preoccupazione seria", nonostante gli apprezzabili sforzi compiuti per combatterla.


Il Parlamento chiede infine maggior impegno nella lotta contro la segregazione dei bambini di gruppi etnici diversi nel sistema educativo nazionale.

Bosnia Erzegovina


I lenti progressi compiuti sulle riforme necessarie per ottenere lo status di Paese candidato all'UE dalla Bosnia Erzegovina preoccupano i deputati, che tuttavia sottolineano che il futuro del paese è nell'Unione, insistendo che ciò può avvenire solo come una singola entità statale. In tal senso, la formazione del nuovo governo è vista con positività.


La relatrice Doris Pack (PPE, DE) ha detto che i due punti principali da risolvere sono: "La proprietà militare e quella statale. Quando questi elementi saranno risolti, la Bosnia Erzegovina sarà pronta per iniziare il percorso verso l'UE".


I deputati sono anche preoccupati per le minacce estremiste nei Balcani occidentali e chiedono alle autorità del Paese di "contrastare l'estremismo, l'odio religioso e la violenza, in stretta cooperazione con la comunità internazionale".



Procedura: risoluzioni non legislative

RIF. : 20120314IPR40746
 
 
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