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Diritti umani: "L'UE deve imparare dagli errori commessi in passato"

Altro Articolo - Diritti umani22-03-2012 - 17:02
 
Il deputato inglese Richard Howitt.   Il deputato inglese Richard Howitt.

L'UE dovrebbe definire delle condizioni chiare e precise riguardo i diritti umani prima di negoziare gli accordi con altri paesi, ha indicato il deputato inglese di centro sinistra Richard Howitt, e relatore di una relazione legata al rapporto annuale sui diritti umani discusso questa settimana in commissione.


In questa fase di grande fragilità economica, pensa che ci sia il rischio che l'UE mantenga come priorità gli interessi economici ai diritti umani? Come è possibile trovate un giusto equilibrio?


Richard Howitt - "Non c'è mai stato un periodo in cui promuovere i diritti umani è stato facile. Quando i paesi in via di sviluppo ci dicono che non hanno le risorse per rispettare i diritti umani, gli rispondiamo che questi sono diritti fondamentali che tutti devono rispettare. Al di là del livello di sviluppo. E se è vero per i paesi in via di sviluppo, deve esserlo anche per l'Europa.


Nel suo progetto di relazione propone un approccio più sistematico, includendo l'utilizzo di indici per ogni paese. Come funziona questo sistema concretamente?


RH - C'è un divario tra quello che diciamo e quello che siamo pronti a fare nella pratica. Sono molto critico sul fatto che poche settimane prima che la Francia e il Regno Unito bombardino la Libia, l'Unione europea stava ancora negoziando un accordo commerciale con Gheddafi.


Dobbiamo imparare la lezione, non solamente da quello che è accaduto in Libia, ma anche dai rapporti che abbiamo con i regimi autocratici e repressivi nei mondo. Invece che condannare gli errori del passato, dovremmo definire piuttosto delle condizioni chiare e obiettive riguardo i diritti umani prima di negoziare gli accordi con altri paesi.


Comportandoci in questo modo non ripeteremo gli errori fatti in Libia.


Quale deve essere il ruolo del Parlamento nella promozione dei diritti umani?


RH - Ė molto semplice per noi criticare la Commissione europea e l'Alto rappresentante sulla doppia morale, ma è una sfida anche per il Parlamento. Ci sono persone in questo Parlamento che sostengono che le alleanze politiche e i profitti economici sono più importanti del rispetto dei diritti umani. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità prima di tutto. E spero di averlo fatto nella mia relazione.


La revisione dei diritti umani è la buona occasione per cambiare le cose in Parlamento. Abbiamo fatto molto proposte: per esempio abbiamo suggerito l'introduzione di un rappresentante speciale europeo per i diritti umani, su cui anche l'Alto rappresentante agli Affari esteri dell'UE, Catherine Ashton, è stata d'accordo. Sono molto fiero che il Parlamento stia giocando un ruolo costruttivo. Osservando ciò che abbiamo fatto quest'anno, i cittadini potranno constatare che i diritti umani sono stati la nostra priorità.


La relazione sarà votata durante la plenaria di aprile.

RIF. : 20120316STO41069
 
 
 
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