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Via libera dal 2014 alla nuova politica della pesca dell'Unione europea

Tornata Comunicati stampa - Pesca10-12-2013 - 12:47
 
©Belga/Pixsell/H.Jelavic   La riforma della politica comune della pesca (PCP) metterà fine ai rigetti delle catture accidentali in mare - ©Belga/Pixsell/H.Jelavic

Il pacchetto per la riforma della politica comune della pesca (PCP), inclusi gli obiettivi principali del Parlamento come le misure per fermare la pesca eccessiva e il divieto di rigetto in mare, è stato approvato martedì dall'Aula. Le norme di etichettatura sono state riviste per migliorare l'informazione ai consumatori. La nuova legislazione dovrebbe consentire una pesca più sostenibile ed entrare in vigore all'inizio del 2014.


"La riforma affronterà il più importante problema della politica comune della pesca, vale a dire la continua pesca eccessiva. Il Consiglio dell'Unione sarà ora costretto ad agire in modo sostenibile in sede di negoziazione delle quote di pesca", ha affermato la relatrice Ulrike Rodust (S&D, DE).


I pescatori dovranno rispettare il "rendimento sostenibile massimo", vale a dire pescare non più di quanto un determinato stock ittico possa riprodursi in un dato anno. L'obiettivo è di ripristinare e mantenere gli stock ittici a livelli sufficienti per garantirne il rendimento sostenibile massimo.

 

Rigetti in mare


I rigetti, i pesci ributtati in mare perché di specie o dimensioni non desiderate, rappresentano quasi un quarto del totale delle catture nell'Unione europea. La maggior parte delle specie scartate perisce.

Per porre fine a questa pratica inutile e dannosa, attualmente non vietata, i pescherecci dovranno sbarcare almeno il 95 % di tutte le catture in conformità con un calendario di date specifiche per i diversi tipi di pesca, a partire, gradualmente, dal 2015. Il Parlamento europeo ha lottato per introdurre questo requisito che, in pratica, rappresenta quasi un divieto totale.


I pesci catturati di specie o dimensioni indesiderate che saranno sbarcati potrebbero per esempio essere impiegati per usi diversi dal consumo umano.

 

Una riforma globale

 

La riforma rivede molte norme della PCP. Ad esempio, il principio della sostenibilità d'ora in poi si applicherà ora anche alle navi UE che pescano al di fuori delle acque comunitarie, in modo che i pescatori comunitari saranno in grado di pescare solo pesci in surplus dalle acque territoriali di paesi terzi. Inoltre, gli Stati membri con flotte di grandi dimensioni potranno essere penalizzati, negando loro sovvenzioni dai fondi di pesca dell'UE.


Le nuove norme di commercializzazione faranno in modo che i consumatori siano meglio informati circa il pesce che acquistano, in particolare richiedendo che le etichette forniscano maggiori dettagli sulla zona di cattura o il tipo di attrezzo utilizzato.


Prossime tappe


I rappresentanti degli Stati membri devono ancora approvare formalmente la posizione del Parlamento in seconda lettura, prima che la legislazione possa essere pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'UE.


La relazione è stata approvata per alzata di mano.


Procedura: codecisione, accordo in seconda lettura

RIF. : 20131206IPR30075
 
 
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